Come affrontare una relazione con un narcisista Home > Psicologia della coppia > Come affrontare una relazione con un narcisista Perché cambiare prospettiva è fondamentale Oggi ragioniamo su due aspetti fondamentali che non sono tanto rivolti a cosa fare nei confronti dell’altro, o a come comportarsi quando si vive una situazione di questo tipo, quanto a capire noi come dovremmo approcciarci. Cioè: rispetto a noi stessi, rispetto a cosa è necessario che facciamo nei nostri riguardi, cambiando e trasformando il nostro punto di vista, al fine di mettere come obiettivo il nostro benessere. Quindi non tanto: “fai così, fai cosà, il no contact, piuttosto che reagisci in questa maniera, cerca di assecondarlo, prendi le distanze…” No. Ragioniamo su come è necessario cambiare il proprio punto di vista per riuscire a mettersi in sicurezza, cioè per riuscire ad avere come obiettivo primario il proprio – e non l’altrui – benessere. Due strumenti essenziali: disincanto e sincerità Due cose fondamentali, apparentemente semplici ma che poi, nella pratica, non lo sono affatto: disincanto e sincerità. Il disincanto: riconoscere l’illusione Disincanto significa riuscire a comprendere quale parte – e quanta parte – del partner narcisista è stata idealizzata. Ossia: comprendere quanto la persona che noi pensiamo di amare, o che abbiamo pensato di amare, in realtà non esista; e quanto dei comportamenti – soprattutto i significati di quei comportamenti – che noi abbiamo attribuito a lui o a lei, siano sostanzialmente frutto della nostra fantasia, dei nostri desideri, delle nostre proiezioni. Cioè del nostro impegno nel cercare di vedere l’altro per come noi vorremmo vederlo, per come dovrebbe comportarsi la persona che desideriamo avere accanto. Se si ripercorre a ritroso la storia, quindi si incappa in alcuni episodi, è facile capire – e vedere, soprattutto con il senno di poi – come molti comportamenti noi li abbiamo giustificati, interpretati, motivati in una maniera tale da essere in linea, anche in maniera un po’ forzata, con ciò che desideravamo. Soprattutto all’inizio della relazione. Mano a mano che si va avanti, ci si rende conto che questi comportamenti sono progressivamente ingiustificabili. E quindi ci rendiamo conto che, in realtà, ciò che abbiamo sempre provato a vedere nell’altro, di fatto non esiste. Questa è la fase di disincanto: quel momento in cui ci rendiamo conto che c’è una grossissima responsabilità nostra nell’aver lavorato per idealizzare il partner. Il disincanto sta proprio lì: nel comprendere che la persona della quale crediamo – o credevamo – di essere innamorati, in realtà non c’è. In realtà non esiste. Attribuiamo nuovi significati a comportamenti passati, li rileggiamo sotto una nuova luce, e ci rendiamo conto che la descrizione che ne diamo adesso – appunto, disincantata – risulta essere molto più credibile, molto più congruente rispetto a quella data in precedenza. Quindi la giustificazione sostanzialmente viene meno. La sincerità: essere onesti con sé stessi Questa non è una cosa semplice, perché – e qui ci colleghiamo al secondo punto – ci vuole una certa sincerità con noi stessi. Una certa trasparenza, una certa onestà intellettuale per poter affrontare uno smacco e un dolore di questo tipo. Molti, in queste situazioni, proprio per le energie già profuse all’interno della relazione, non sono disposti a interromperla. Cercano di recuperare, non si danno pace all’idea di poter non solo perdere l’altro – del quale magari sono già anche disincantati – ma di poter buttare alle ortiche tutto lo sforzo fatto per far funzionare quella relazione: tutte le emozioni, le fatiche, le energie investite. Come se ora dicessero: “Ormai ciò che ho dato, ciò che ho messo dentro qui, è troppo per potermi tirare indietro”. No. Non è vero. Soprattutto nel momento in cui riesci a essere sincero o sincera con te stessa, e capisci che sarà sempre e comunque un gioco a perdere. Sarà sempre e comunque un gioco in cui la tua felicità verrà sistematicamente erosa in funzione del soddisfacimento delle esigenze e delle richieste dell’altro. E quindi, una volta che si è sufficientemente sinceri con se stessi, scatta un meccanismo per cui non si rimane più legati all’idea: “Devo per forza salvare la relazione”, ma piuttosto: “Devo per forza salvare me”. E allora si è disposti a perdere qualcosa – qualcosa che, tra l’altro, si è già perso – ma si è disposti a dirselo. Si è disposti a parlare serenamente, sinceramente con se stessi e a provare ad andare oltre. Conclusione: cambiare punto di vista per salvare sé stessi Queste sono due cose fondamentali: disincanto e sincerità. Non sono legate a cosa deve fare l’altro, o a come noi ci dobbiamo comportare con l’altro, ma sono legate soprattutto al punto di vista che noi abbiamo su noi stessi e sulla relazione. Questi sono due passaggi necessari per riuscire a risolvere una relazione con un narcisista.