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Quattro tipi di gelosia

Parliamo di gelosia e delle diverse forme che questa può assumere. Ho già fatto diversi contenuti e partecipato a varie interviste sulla gelosia. Una molto interessante, che ti consiglio di andare a vedere se ancora non l’hai fatto, è quella svolta con il collega e amico Angelo Collevecchio. In quell’occasione ci prendiamo una mezz’ora, forse anche di più, per approfondire insieme il tema della gelosia da diversi punti di vista: quali sono le forme, le cause, i risvolti e i rischi a cui la gelosia può esporre nella relazione, eccetera.

Lì trovi un sacco di approfondimenti. Oggi, invece, cerchiamo di capire se esiste un solo tipo di gelosia o se, al contrario, questa possa essere declinata in diverse tipologie. Le ricerche scientifiche ne individuano quattro macro-categorie, che, se ulteriormente articolate, ci aiutano a comprendere meglio le situazioni specifiche. Queste sono: la gelosia di tipo emotivo o reattivo, la gelosia ansiosa o cognitiva, la gelosia possessiva e la gelosia proiettiva. Queste quattro tipologie servono, appunto, per inquadrare il problema e poi affrontarlo nel contesto specifico. Vediamole con ordine e cerchiamo di approfondirle.

1. Gelosia Emotiva o Reattiva

La gelosia di tipo emotivo o reattivo è quella legata a qualcosa di effettivamente accaduto, cioè a un fatto o a una minaccia concreta e reale, che sentiamo possa alterare la nostra relazione con il partner o compromettere la fiducia che abbiamo nei suoi confronti. La gelosia definita emotiva o reattiva si spiega proprio così: c’è un fatto, qualcosa di concreto accaduto, al quale reagiamo con un comportamento geloso, appunto reattivo. Di fronte al fatto, proviamo una risposta che ci porta a dire: “Attenzione, questa è una cosa mia”, sentendoci in qualche modo violati o minacciati nel principio di esclusività che abbiamo con la persona che amiamo.

2. Gelosia Ansiosa o Cognitiva

Dopodiché c’è la gelosia ansiosa, o anche definita cognitiva. È una gelosia che si manifesta non solo a livello emotivo, ma anche mentale. È connessa principalmente a una sensazione di insicurezza, a una percezione di minaccia che vediamo ovunque, ma più in termini ipotetici. Non è detto che il partner abbia effettivamente tradito o minato la fiducia, ma c’è una sorta di ipersensibilità verso le potenziali minacce o i potenziali rischi che potrebbero compromettere la relazione. C’è quindi un continuo lavoro mentale, sia nell’individuare possibili segnali di pericolo, sia nel preoccuparsi che questi possano degenerare. Questo tipo di gelosia è potenzialmente molto rischioso, perché può facilmente trasformarsi in qualcosa di tossico.

3. Gelosia Proiettiva

In ultimo, c’è la gelosia proiettiva, che è una forma diversa da tutte le altre. È legata non tanto a ciò che il partner ha fatto o potrebbe fare, ma al proprio senso di colpa per determinati pensieri o comportamenti. In questo caso, si proietta sull’altro la propria responsabilità. Faccio un esempio: uno dei due partner inizia a sviluppare un interesse, un’attrazione – non necessariamente un tradimento – ma magari un’amicizia speciale o una connessione un po’ più intima con un’altra persona. Anche se non viene agito nulla di concreto, il senso di colpa per questo legame, che magari è solo passeggero o non minaccia realmente la relazione, viene comunque vissuto intensamente. Di conseguenza, la persona finisce per attribuire al partner delle responsabilità che in realtà non ha, diventando geloso o gelosa nei suoi confronti. Questo perché percepisce, a livello inconscio, di essersi allontanato dal percorso della coppia, e quindi proietta sull’altro il proprio disagio, attribuendogli colpe inesistenti.

4. Gelosia Possessiva

La gelosia possessiva non è stata approfondita quanto le altre nel testo originale, ma per completezza, si tratta di una forma di gelosia in cui il desiderio di controllo sull’altro diventa centrale. La persona gelosa vive la relazione come un possesso e teme costantemente di perderlo, anche senza segnali reali. Questa gelosia può portare a comportamenti di controllo, restrizione della libertà e conflitti continui nella coppia.

Come Riconoscere e Gestire la Gelosia nella Relazione

Queste sono le quattro diverse forme di gelosia: quella emotiva o reattiva, quella ansiosa o cognitiva, quella possessiva e quella proiettiva. Riuscire a capire quale – o quali – di queste tipologie si manifestano nella tua relazione, nel tuo partner o in te stesso, ti permette anche di capire come e dove intervenire per fare in modo che la gelosia non finisca per condizionare, alterare o addirittura rovinare la tua relazione.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.