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E’ possibile stare bene da soli?

Ma dottore, è davvero possibile essere felici da soli?

Questa è la domanda classica che, ogni volta che creo un Q&A su Instagram – cioè domande e risposte – scrivo “Chiedimi quello che vuoi” e salta sempre fuori questa domanda.

Essere felici da soli: questione di possibilità o necessità?

Ma è davvero possibile essere felici da soli?

Ora, non è questione di possibile, ma di dover essere felici da soli. Cioè, si deve essere felici da soli, il che non vuol dire che essere soli o stare soli debba essere per forza la nostra prima scelta. In alcuni casi è così, ma uno può anche dire: “Io desidero una relazione. Vorrei essere in una relazione”.

Magari l’essere soli o lo stare soli è legato a un periodo della vita, è legato alla scelta di qualcun altro. Ok, ma si deve essere capaci di essere felici da soli. Scusate il gioco di parole, o perlomeno si deve essere capaci di bastarsi.

Perché è fondamentale imparare a stare da soli?

Stare da soli è fondamentale, soprattutto per sviluppare la capacità di trovare un equilibrio da soli. Questo è essenziale per riuscire a capirsi, a comprendere quali sono i propri bisogni, le proprie volontà, le proprie necessità, i propri dubbi, i propri limiti e le proprie paure.

È chiaro che è poi all’interno della coppia che tutto questo viene testato, provato, sperimentato e anche scoperto. Ma se io, da solo, non sono capace di trovare quella che spesso in psicologia viene definita “la base sicura”, e delego questa base all’altro, allora l’altro sarà sempre, da un lato, la mia gioia, e dall’altro, la mia croce.

Le conseguenze di delegare la propria felicità all’altro

Perché? Perché investirò l’altro di una responsabilità che non necessariamente è sua e che magari neanche vuole.

Nel senso che è solo tramite lo stare da soli che si riescono a capire quali sono le proprie necessità, in cosa ci si sa bastare e in cosa invece ci si deve appoggiare all’altro. O in cosa, magari tramite le caratteristiche dell’altro, ci si sente alleggeriti, agevolati, facilitati e proiettati verso il futuro che desideriamo.

Ma se io non sono capace di dirmi in che misura, da solo, posso contribuire a tutto questo, allora non mi sono messo alla prova, non mi sono testato, non mi sono sperimentato. Non sono capace di capire cosa cerco nell’altro, non sono capace di chiedere e di far capire all’altro cosa sto cercando.

Il rischio di dipendenza emotiva e il bisogno di autonomia

E, soprattutto, attribuirò all’altro la responsabilità della mia gioia o della mia infelicità. Finché è gioia, ok. Ma quando è infelicità, sono problemi.

Sono problemi nella misura in cui ci sentiamo incapaci di soddisfare autonomamente i nostri bisogni. Abbiamo la necessità, la dipendenza dall’altro, per poterci sentire completi.

Conclusione: perché imparare a essere felici da soli?

Ripeto: non vuol dire che stare da soli debba essere la prima scelta, ma deve essere comunque una possibilità che non ci spaventa. Perché è solo così che riusciamo ad avere un sufficiente equilibrio con noi stessi, a trovare questo equilibrio anche all’interno della coppia, e, ancora di più, a offrire questo equilibrio all’interno della coppia al nostro futuro partner.

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Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.