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Come affrontare i conflitti a Natale

Può essere importante trascorrere il Natale avendo una sorta di tregua, per ottenere uno spaccato, riuscire a percepire, vivere e sperimentare l’idea che una soluzione sia possibile.

Quando il Natale non è un momento spensierato

Quando le cose non vanno, soprattutto con i propri cari, il Natale potrebbe non essere quel momento gioioso, spensierato e rilassato che spesso ci viene raccontato o che ci si aspetta. Anzi, talvolta il Natale, come qualunque tipo di festa o ricorrenza trascorsa in famiglia, può diventare una situazione complicata, caratterizzata da fatica e tensione.

È impossibile, da parte mia, valutare ogni singola situazione o dare consigli specifici, perché ogni contesto ha le sue regole, ogni conflitto i suoi significati e ogni relazione le sue dinamiche. Tuttavia, provo a fare alcune riflessioni sui dilemmi che potrebbero affliggere chi si trova a vivere un conflitto in famiglia e deve valutare se trascorrere il Natale con i propri cari o meno.

I vantaggi di trascorrere il Natale in famiglia

Trascorrere il Natale in famiglia può offrire alcuni vantaggi, anche in presenza di conflitti. Ad esempio, può ridurre la tensione, grazie al passare momenti in cui si stabilisce una sorta di tregua, un po’ come accade durante una guerra in occasione di ricorrenze. Allo stesso modo, in famiglia, può succedere che le persone coinvolte riescano a “deporre le armi” per qualche ora.

Questa possibilità va valutata in funzione di ogni contesto specifico. Può essere un’opportunità per alleviare stress, fatica e tensione. Inoltre, questa tregua natalizia potrebbe offrire un’esperienza di come potrebbe essere una vita senza conflitti, un’occasione per percepire e vivere l’idea che una soluzione sia possibile.

Un principio ispirato alla terapia

Questo è un principio che si ritrova spesso anche in terapia: per esempio, se una persona ha difficoltà nei rapporti con il sesso maschile, lavorare con un terapeuta uomo può essere utile per sperimentare una relazione diversa, potenzialmente sana, in uno spazio protetto. Allo stesso modo, vivere un Natale potenzialmente sereno, in una situazione di tregua, potrebbe aiutare a intravedere la possibilità di una convivenza più armoniosa.

I rischi di un Natale in famiglia con conflitti

Dall’altro lato, però, se “deporre le armi” non è possibile, perché le persone coinvolte non ne sono capaci, la situazione può diventare molto complicata. Qui emergono i rischi, come l’ipocrisia.

Ritrovarsi in una condizione di apparente serenità, quando in realtà il conflitto è latente, può aumentare il nervosismo. Se il comportamento degli altri appare disinteressato o ipocrita, questo può intensificare la sensazione di solitudine, frustrazione e incomprensione. Di conseguenza, difficilmente il Natale offrirà quel momento sereno e costruttivo che ci si augurava.

Come scegliere la soluzione migliore

Alla fine, non è possibile stabilire a priori se valga la pena provare o meno a trascorrere il Natale in famiglia. Quello che consiglio è di riflettere su cosa si desidera davvero. Chiediti: cosa voglio io? Cosa mi serve? Mi serve rimanere coerente con le mie idee, senza negare il conflitto? Oppure ho bisogno di un momento spensierato?

Se decidi di trascorrere un Natale sereno, sarai in grado di ignorare frecciatine o comportamenti che potrebbero darti fastidio? O se scegli di rimanere coerente con il conflitto, riuscirai a partecipare restando in disparte, senza riversare sugli altri il tuo risentimento? In alternativa, potresti decidere di non partecipare affatto, inventare una scusa o scegliere di trascorrere il Natale altrove, magari da solo o da sola.

Rimani coerente con la tua scelta

Queste sono domande a cui ciascuno deve rispondere per sé. L’importante è rimanere coerenti con la propria decisione. Il rischio maggiore, infatti, è quello di fare una scelta e poi, una volta nella situazione, non riuscire a sostenerla, finendo per attribuire agli altri la colpa del proprio fallimento o della propria incoerenza. Questo non farebbe altro che alimentare ulteriormente il conflitto, inasprendolo.

Conclusioni

Fammi sapere cosa ne pensi, come passerai il Natale e quale sarà la tua scelta. A presto!

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.