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Come definire i ruoli in una relazione?

Parliamo dei ruoli nella coppia: che cosa sono, come si modificano, come si incastrano tra i partner e come renderli soddisfacenti. Alla fine dell’articolo darò qualche consiglio su come ricontrattare e riorganizzare i diversi ruoli.

Che cosa sono i Ruoli

Partiamo dall’idea che ognuno di noi gioca dei ruoli in continuazione all’interno della propria vita, nei diversi contesti in cui vive e a cui appartiene. I ruoli sono come delle immagini; alcuni li definiscono delle maschere, con un’accezione positiva. Ovviamente non c’è nulla di falso nel giocare un ruolo o nell’immedesimarsi in un ruolo. I ruoli sono semplicemente le diverse forme di noi stessi che portiamo nei contesti in cui viviamo e che modifichiamo in funzione del contesto in cui ci troviamo.

Ad esempio, io sono uno psicologo e quindi assumerò il ruolo dello psicologo o dello psicoterapeuta quando svolgo la terapia. Sono anche un marito e assumerò un ruolo da marito, quindi una versione diversa, diciamo così, di Matteo, nel momento in cui sono marito. Sono un papà e quindi avrò un ruolo diverso e un’immagine diversa che trasmetterò agli altri nel momento in cui vivo il ruolo del papà. Sono un amico, un figlio, e via discorrendo.

Tutti questi ruoli, tutte queste versioni di me, sono tutte parte di Matteo, sono tutte parti coerenti della medesima persona che però si manifestano in modo diverso in base alla situazione nella quale vivo, mi esprimo e faccio le mie esperienze. Quindi, i ruoli sono le diverse forme di sé che ognuno porta e sperimenta nei diversi contesti di vita a cui appartiene.

I Ruoli nelle Relazioni Sentimentali

Nel momento in cui, ad esempio, siamo in coppia, useremo un ruolo; nel momento in cui siamo a lavoro, un altro; nel momento in cui siamo in famiglia nel ruolo dei figli, un altro ancora; con gli amici, un altro ancora, e via discorrendo. Non siamo sempre consci di questi ruoli. Ci rendiamo conto delle differenze, di come siamo in un contesto e di come in un altro contesto siamo diversi, ma non riusciamo a definire a tavolino, in anticipo, che cosa saremo e come ci comporteremo. Magari lo immaginiamo, ma poi viverlo è un’altra cosa.

Nelle relazioni sentimentali i ruoli giocano un ruolo significativo, sono fondamentali per il benessere e il successo della relazione. Quante volte, ad esempio, iniziamo una relazione e diciamo: “Lui/lei è capace di far uscire la parte migliore di me,” ovvero il ruolo che so giocare meglio, nel quale mi sento più me stesso o me stessa. Oppure diciamo: “Con lui/lei riesco a essere effettivamente me stesso/me stessa,” quindi sono capace di mostrare più ruoli che per me sono significativi.

Nel momento in cui incontriamo il partner della nostra vita o un partner particolarmente importante, l’incastro, l’unione, la correlazione tra i diversi ruoli è pressoché spontanea. La bellezza e la spontaneità nello stare con qualcuno è proprio legata a questo: alla facilità con cui i nostri ruoli si incastrano in una maniera quasi perfetta. All’interno di questa relazione ci sentiamo completi, appagati, sicuri, capaci, e via discorrendo.

Quando i Ruoli non si Incastrano Perfettamente

Nel momento in cui i ruoli non si incastrano perfettamente, ci troviamo di fronte a una potenziale fatica relazionale, a una crisi di coppia, e via dicendo. Attenzione, i ruoli, come tutte le parti all’interno di una relazione, necessitano impegno, fatica e attenzione. Può benissimo essere che all’inizio di una relazione i ruoli si incastrino perfettamente, ma poi ci trasformiamo, cambiamo, evolviamo, e così i nostri ruoli. Magari richiedono una ridefinizione.

Per esempio, quante volte iniziamo una relazione e ci rendiamo conto che la persona che immaginavamo in una certa maniera, in realtà non è così, è diversa. Magari ci piace di più o, come spesso accade, ci piace meno e diciamo: “Ho preso un abbaglio, non è la persona giusta per me.” Perché? Perché magari ci ha mostrato un ruolo, una parte di sé, ma quando iniziamo a vedere gli altri ruoli, ci rendiamo conto che non si combinano bene con i nostri.

Riorganizzare i Ruoli nella Coppia

Nel momento in cui c’è una fatica, magari una coppia insieme da tanto tempo, i ruoli richiedono una riorganizzazione, richiedono di essere sempre più organizzati e coesi tramite il balletto relazionale a cui la coppia è esposta. Vuol dire che se all’inizio ci sono tutti i presupposti per cui questi ruoli si combinino perfettamente, più andiamo avanti più la relazione si deve stringere e quindi questi ruoli devono diventare perfetti per poter permetterci di essere felici e stare bene con l’altro.

Se questo non accade, può essere che non abbiamo lavorato a sufficienza sui nostri ruoli. Può essere che la vita ci abbia messo di fronte ad altre fatiche, che ci troviamo costretti a trasformarci perché la vita ci impone delle sfide, anche positive: magari ci sposiamo, nasce un figlio, ci dobbiamo trasferire. Mille cose diverse che fanno emergere nuove parti di noi che magari non conoscevamo bene, perché dobbiamo giocare nuovi ruoli in questa vita e, con l’altro, abbiamo una progettualità.

Come Lavorare Attivamente sui Ruoli di Coppia

Quindi, come si fa? Cosa possiamo fare per riuscire a lavorare attivamente su questi ruoli e trasformarli progressivamente per renderli sempre più un incastro perfetto con l’altro? Ecco quattro punti che secondo me sono importanti da tenere a mente:

Punto 1: Partire da Noi Stessi

Chiediamoci quali sono i nostri desideri, quali ruoli siamo capaci di giocare bene, in quali ruoli ci sentiamo a nostro agio e stiamo bene. Facciamo l’inverso: in quali ruoli stiamo male, non ci riconosciamo o non ci riconosciamo più perché ci siamo trasformati? Cosa vorremmo fare emergere e cosa invece vorremmo lasciare andare? Partiamo da noi stessi e definiamo con chiarezza cosa vogliamo essere, cosa ci fa stare bene e cosa ci fa stare male.

Punto 2: Definire i Ruoli di Coppia

Facciamo lo stesso con il partner. Dopo aver fatto un ragionamento su noi stessi, il partner dovrebbe fare la stessa cosa. Mettiamo insieme questi ruoli e cerchiamo di capire dove riusciamo a stare bene, dove riusciamo a incastrarci perfettamente, quali aree dobbiamo sperimentare meno, ad esempio il ruolo del conflitto con le famiglie di origine, e quali ruoli vorremmo sperimentare di più, come il ruolo genitoriale, del coniuge, e via dicendo. In questo modo capiremo quali sono i nuovi capisaldi e pilastri che sorreggeranno la nostra relazione.

Punto 3: Definire le Aspettative e gli Impegni Reciproci

Capiamo, una volta definiti i ruoli da vivere maggiormente nella coppia, quali sono le aspettative. Cosa mi aspetto da questo? Cosa tu ti aspetti da questo? Cosa sono disposto a fare per ottenere questo, sia per vivere con pienezza questo ruolo sia per metterti a tuo agio nel momento in cui lo vivo e tu mi permetti di esprimerlo? E viceversa. Cosa sei disposto a fare tu per far sì che io possa vivere i ruoli che desidero e abbiamo concordato?

Punto 4: Ricominciare e Rimettere in Discussione Ciclicamente

Chiediamoci cosa è andato bene, cosa è andato storto, dove siamo arrivati, cosa ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi e cosa invece abbiamo sbagliato. Cosa si è messo tra noi e ha ostacolato il raggiungimento dei nostri desideri? Manteniamo sempre aperta la comunicazione, il dialogo e soprattutto l’ascolto.

Questi quattro punti, se li teniamo a mente e prestiamo la nostra attenzione ed energie per lavorare su di essi, ci permetteranno di vivere la trasformazione del cammino di coppia in una maniera più piena e appagante. Partiamo da noi stessi, capiamo quali sono le nostre priorità e bisogni di ruolo, chiediamo di fare lo stesso al partner, definiamo i ruoli previsti, non previsti, nuovi o da accantonare nella coppia, aspettative e impegno. Cosa voglio, cosa desidera il partner, cosa mi aspetto e cosa sono disposto a fare per far sì che l’altro abbia lo stesso livello di benessere. Ripetiamo, ricominciamo e rimettiamo in discussione tutto ciclicamente, mantenendo aperta comunicazione e ascolto.

Conclusione

Fammi sapere cosa ne pensi. Fammi sapere se questo discorso ti torna. Fammi sapere se ti sei approcciato/a a delle difficoltà di coppia tramite questa mappa, provando a pensare ai ruoli. Senza quindi immergerti necessariamente nella crisi del momento, ma provando a capire qual è la parte di te che in quel momento, in quella situazione specifica, in quel periodo storico della tua vita e della tua coppia, prevale e ha un impatto maggiore. Lo stesso vale per il tuo partner o la tua partner.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.