+39 347 9177302

Quando chiamare lo psicologo

Le due categorie di pazienti

Quando ha senso intraprendere una psicoterapia? Esistono due categorie di pazienti che si rivolgono a uno psicologo psicoterapeuta.

La prima categoria è composta da persone che si rendono conto di avere un problema e chiedono aiuto con consapevolezza. Si presentano dallo psicoterapeuta dicendo:

“Ho questa difficoltà. Da solo faccio fatica. Ho bisogno di una consulenza o comunque di un lavoro con un professionista. Per questo mi sono rivolto a lei: mi dica cosa c’è da fare e lavoriamo insieme per risolvere il problema.”

Non è un approccio diverso da quello che avrebbero con un dentista per un mal di denti o con un ortopedico per un problema articolare.

La seconda categoria, invece, è quella degli scettici. Sono coloro che affermano di non aver mai creduto nella psicologia. Dicono cose come:

“Non è una questione di fede, ho sempre pensato di essere forte. Non è una questione di debolezza, ho sempre creduto che non avrei mai avuto bisogno di una figura come la sua. Però, siccome ho questa difficoltà e mi è stato consigliato di consultare uno specialista, e siccome magari può essere utile, mi dica lei se ho bisogno di intraprendere un percorso oppure no.”

Le risposte a questi due tipi di pazienti variano e, in particolare nel caso della seconda categoria, occorre affrontare alcune false credenze che spesso accompagnano la loro visione della psicoterapia.

I due fattori discriminanti nella scelta di iniziare un percorso

Ciò che è davvero decisivo nel valutare se iniziare o meno una psicoterapia dipende da due aspetti fondamentali:

  1. Quanto il problema è comprensibile
  2. Quanto il problema è invalidante

Solo nel caso in cui il problema sia comprensibile e non invalidante si può considerare di affrontarlo da soli, almeno in una fase iniziale. In questi casi, si può provare a lavorare su se stessi in autonomia, senza necessariamente l’intervento di un professionista.

In tutti gli altri scenari – quando il problema è comprensibile ma invalidante, quando non è comprensibile (a prescindere dal suo livello di invalidazione) – rivolgersi a uno psicoterapeuta diventa necessario.

Differenti livelli di difficoltà e la necessità di aiuto

Ci sono situazioni più complesse, in cui il problema non è comprensibile ed è altamente invalidante. In altri casi, invece, il problema potrebbe non essere comprensibile, ma allo stesso tempo non gravemente invalidante. Questo suggerisce che esistono livelli differenti di difficoltà psicologiche: alcune più lievi, altre più impattanti sulla vita quotidiana.

Questa distinzione si applica sia ai sintomi psicologici veri e propri (come un attacco di panico o la depressione) sia alle difficoltà legate a momenti di vita complessi, che non si manifestano con sintomi clinici ma possono comunque generare grande conflitto interno e sofferenza. Pensiamo, ad esempio, alle decisioni difficili da prendere, ai dilemmi esistenziali o a scelte che mettono in discussione il proprio percorso di vita.

Quando si può provare a gestire il problema da soli?

In generale, puoi scegliere di non chiedere aiuto nel momento in cui il problema è comprensibile e non è invalidante. Questo significa provare a muoverti autonomamente, utilizzando le tue risorse personali, per un periodo di tempo limitato. Se però non trovi una soluzione, è opportuno rivolgersi successivamente a uno psicoterapeuta.

Quando è necessario rivolgersi a uno specialista?

In tutte le altre combinazioni, è essenziale chiedere aiuto:

  • Il problema non è comprensibile ed è invalidante
  • Il problema non è comprensibile ma comunque invalidante
  • Il problema è comprensibile, ma nonostante ciò è invalidante

In questi casi, solo il contributo di uno specialista può fornire gli strumenti per trovare una soluzione e intraprendere la giusta direzione per affrontare la difficoltà.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.