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Come si ricomincia dopo la fine di una relazione

“Dottore ma come si fa a superare una relazione, come si fa ad andare avanti, come posso ritrovarmi, come posso ricostruirmi, cioè come posso davvero mettermi alle spalle una relazione?”. È una domanda complessa a cui rispondere ma riassumendo ci sono tre fasi, che vanno dall’interruzione di una relazione alla riscoperta, alla rinascita e quindi alla capacità di stare nuovamente bene e rimettersi in gioco all’interno dell’universo relazionale sentimentale. Queste fasi sono: il lutto, la riscoperta e la rinascita.

Il lutto è la fase di rielaborazione, di pensiero, di giustificazioni, di motivazioni, di accuse, di dolore che è presente sia nel momento in cui siamo stati noi ad interrompere la relazione sia nel momento in cui è stato l’ex partner, nonostante noi non fossimo d’accordo o avremmo dato ulteriore speranza o vita alla relazione. Questa fase è fatta di rifiuto, di negazione, di compromessi, di contraddizioni, di richieste di  spiegazioni e ci sono dei grandi tumulti interni, che portano ad una fase auspicabile di accettazione dello stesso, cioè della presa di atto di coscienza di ciò che è accaduto e quindi di cosa effettivamente non ha funzionato, indipendentemente che l’altro sia stato in grado o meno di darci delle motivazioni (queste per un vero superamento del lutto arrivano da noi stessi, quindi nella messa in discussione di noi stessi e da un’analisi conscia e lucida della relazione che è stata e quindi di cos’è che effettivamente per me e per l’altro non ha funzionato). Richiede un periodo di circa sei mesi ma dipende tantissimo da quanto è stata importante la relazione, che significato ha avuto, quanto è durata quindi quanto ci si sia trasformati con essa.

Superato il lutto c’è la fase di riscoperta: la persona si sente cresciuta e cambiata e quindi da un lato c’è una parte di dispiacere e magari di ansia, di agitazione nell’idea di non riuscire più a trovare e provare queste sensazioni, trovare qualcuno che poi sia così capace effettivamente di valorizzare queste parti ma si inizia anche a considerare tutte quelle parti di sé che in quella relazione hanno effettivamente trovato spazio o che magari non sono state coltivate e quindi ci si apre al mondo, ci sono dei tentativi nuovi, si cambia e si inizia a provare un qualcosa di nuovo, si cambia registro comunicativo, si iniziano a fare delle cose che magari in passato non ci si era mai concessi, ci si trasforma, si conoscono nuovi tratti e nuove parti di sé e quindi si aumenta il ventaglio di possibilità, si aumenta il ventaglio di esperienze, si aumenta l’insieme di sfumature; soprattutto quando si esce da una relazione lunga ad un certo punto quando si innesca, è come se si tornasse a respirare, tutto diventa un po’ più colorato, perché le marce che possiamo utilizzare in campo relazionale, non necessariamente sentimentale, ci rendiamo essere molto più ampie e molto più numerose di quanto invece erano quelle che utilizzavamo all’interno  della relazione. La novità può manifestarsi in mille modi: esperienze, il registro comunicativo, quello relazionale, l’atteggiamento che viene utilizzato spesso questo consiste anche in una maggiore leggerezza, spontaneità o mettere al centro se stessi, che poi per quanto possa sembrare egoistico invece diventa spesso un catalizzatore per altri potenziali futuri partner.

In ultimo la rinascita, ossia la possibilità, la volontà, il desiderio, che progressivamente nasce di riaprirsi ad una nuova relazione, perché questo nostro nuovo atteggiamento determinato e agito all’interno della riscoperta porta ad attrarre nuovi potenziali partner, nuove persone che vogliono conoscerci, che vogliono passare il loro tempo con noi e qui noi dobbiamo essere capaci non solo di portar noi stessi e quindi farci conoscere e conoscere l’altro ma soprattutto di non dimenticarci di parti di noi stessi e di quelle nuove parti di noi che abbiamo riscoperto successivamente alla fase del lutto e che abbiamo necessità di coltivare, quella parte o quelle parti di noi alle quali non siamo più disposti a rinunciare.

Questi possono essere degli spunti per capire in che momento ci si trova a seguito dell’interruzione della relazione e quindi quanto manca anche per poter ritrovare, riscoprirci, ripartire anche con una relazione che inevitabilmente sarà più matura, poiché ricordiamoci che le relazioni passate non devono essere cancellate, devono essere utilizzate per rendere le relazioni future più significative, più piene, più sane.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.