Scegliere: una questione di tempo

Ti è mai capitato di aver preso una decisione, aver fatto una scelta, ma nel profondo sentire di non aver veramente scelto?

Ecco, nella stanza alle mie spalle, che assume sicuramente diversi nomi, la stanza di terapia, la stanza del cambiamento, la stanza delle scelte, mi capita spesso di sentire frasi come “vorremmo dare una seconda chance al nostro matrimonio, ma continuiamo a vivere rivendicando il passato”, oppure “vorrei riconquistare il mio partner, ma al di là di qualche tentativo estemporaneo ricasco nelle vecchie dinamiche, nei vecchi comportamenti, nelle vecchie abitudini che di fatto ci hanno portato a vivere il problema che stiamo affrontando”.

Il tema delle scelte, che ovviamente è un tema spinoso e complicato da affrontare, molte volte viene visto e letto sul versante sbagliato. Spesso ci si concentra esclusivamente  sulla direzione in cui si dovrebbe andare e sugli obiettivi che si vorrebbe ottenere. Questa è certamente una parte fondamentale, ma anche la più facile da riuscire a valutare, nel senso che le voci nella nostra pancia già ci dicono in che direzione dovremmo andare, già sentiamo quale è la scelta che dovremmo compiere.

Ciò che mai consideriamo e che quindi dal mio punto di vista viene spesso sottovalutato, è il tempo della scelta, ossia la capacità di concederci un tempo sospeso dal giudizio, in cui essere liberi di provare le nuove dinamiche e sperimentare il cambiamento.

Solo dopo che è passato sufficiente tempo saremo infatti capaci di valutare la bontà della scelta compiuta e quindi la sua efficacia. Se questo tempo non ce lo concediamo, saremo portati a muoverci a corrente alternata, mischiando le vecchie dinamiche con i nuovi tentativi di cambiamento e quindi di fatto andremo a sprecare la possibilità di cambiare, poiché, vivendo in una situazione di confusione, non saremo capaci di capire cosa appartiene al passato e cosa invece appartiene al futuro.

La direzione che abbiamo scelto, ma che di fatto non abbiamo perseguito in toto, perché abbiamo continuato a tenere attivo il giudizio nella nostra testa, perché ci siamo fatti sopraffare dalla paura, dall’abitudine e dalla routine, non l’avremo davvero vissuta.

Concediamoci un tempo per poter scegliere, ma soprattutto un tempo per provare la scelta che abbiamo preso. Un tempo sospeso dal giudizio, perché solo così potremmo dire di aver veramente scelto.

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
Articoli recenti