Dire “no” agli altri per dire “sì” a se stessi

Imparare a dire no agli altri per dire sì a se stessi è una frase che spesso nella stanza di terapia si sente dire poiché è fondamentale per strutturare la propria felicità. Non è una frase facile da applicare e suscita molti interrogativi. 

Quando viene detto che dire no agli altri significa dire si a se stessi significa innanzitutto che in un mondo in iper-connessione e iper-sollecitato il tempo è limitato, quindi lo spazio che dovremmo dedicare a noi stessi non può essere aumentato così come aumentano gli stimoli. Dobbiamo diventare capaci di selezionare ciò a cui prestare attenzione e ciò a cui non prestare attenzione.

Se rimaniamo sempre disponibili alla richiesta altrui rischiamo di non avere più tempo per noi stessi. E’ in questo senso che rifiutare una richiesta, un invito, un compito, un lavoro in alcuni casi è una forma di rispetto nei nostri confronti soprattutto quando il “sì” è una risposta data di default, facendoci in mille per soddisfare le richieste altrui, stando quindi male con noi stessi.

Da un lato ci può essere un bisogno di riconoscimento, gratitudine ma non è attraverso il sì incondizionato che lo si ottiene. La gratitudine la si ottiene attraverso la capacità di selezionare cosa a cui dedicare le nostre energie.

Siamo più portati a dire sì quindi meno portati a tutelarci con le persone con le quali abbiano meno relazioni, siamo paradossalmente più portati a dire no alle persone verso le quali proviamo un legame maggiore, convinti che queste ultime ci possano capire. Il paradosso sta nel fatto che le relazioni importanti vengono messe in attesa chiedendo loro comprensione.

E’ fondamentale comprendere noi stessi, le nostre priorità e cosa è per noi importante mettendo questo al primo posto.

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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