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Affermare se stessi e imparare a dire di no!

In questi giorni stiamo tutti stilando la lista dei buoni propositi per il nuovo anno. Oggi non ci addentriamo in questo tema, se sia corretto o no farlo, cosa comporta o potrebbe comportare e il perché lo facciamo. Vorrei infatti proporre un piccolo pensiero affinché questo possa fare parte dei nuovi propositi di tutti.

 

Cos’è l’assertività? Sappiamo tutti dire di no nei momenti giusti?

La parola “assertività” deriva dal latino ad serere, e significa «asserire» o anche affermare se stessi. L’ assertività è la capacità di esprimere i propri sentimenti, di scegliere come comportarsi in un determinato momento o contesto, di difendere i propri diritti, di esprimere serenamente un’opinione di disaccordo quando lo si ritiene opportuno, di portare avanti le proprie idee e convinzioni, rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri.

Il primo che parlò di questo concetto fu Andrew Salter nel 1949 che descrisse due tipologie di personalità, quella “eccitatoria” e quella “inibita”. Quest’ultima era caratterizzata da incapacità di riconoscere ed esprimere i propri sentimenti intimi e assecondare gli impulsi naturali. L’autore ipotizzò che la maggior parte degli scompensi psicopatologici fosse riconducibile a tratti di personalità inibiti.

La struttura del concetto di assertività, negli anni ampliata, è ora caratterizzata da una struttura a cinque livelli che ne descrive gli aspetti. L’assertività è infatti composta dalla capacità di riconoscere le emozioni, proprie e altrui, di comunicarle e di comunicare anche sentimenti anche negativi. Al terzo livello della struttura che la descrive troviamo la consapevolezza dei propri diritti e la consapevolezza del rispetto verso gli altri e soprattutto se stessi. L’assertività comprende l’essere consapevoli di sé, apprezzarsi, avere stima di sé e saper valorizzare ogni aspetto positivo. Infine il poter decidere degli scopi della propria vita, sapersi auto realizzare, porsi e raggiungere un obiettivo è il quinto pilastro che compone questo concetto.

 

L’assertività può tradursi in un comportamento assertivo, quindi un atteggiamento attivo, responsabile, un atteggiamento funzionale all’affermazione dei propri diritti senza negare quelli dell’altro. L’atteggiamento e il comportamento assertivo comprendono il poter comunicare i propri sentimenti in maniera chiara e diretta senza manifestare aggressività nell’espressione degli stessi.

Comportarsi in modo assertivo vuol dire bilanciare i bisogni degli altri con i propri. È un gioco, in cui non c’è uno sconfitto e un vincente, ma entrambi gli interlocutori della relazione sono vincenti. I bisogni di entrambi vengono tenuti in considerazione e si può scegliere se dare la priorità alle necessità altrui o se considerare maggiormente le proprie.

 

Alcuni dei capisaldi del comportamento assertivo comprendono l’essere trattato con rispetto, poiché ognuno ha il diritto di gestire la propria vita come desidera e di perseguire i propri scopi ed obiettivi, senza però danneggiare quelli altrui. Inoltre ognuno ha il diritto di essere trattato dagli altri con gentilezza e cortesia, a prescindere dalla propria posizione sociale.

Ciascuno di noi ha il diritto di esprimere sé stesso: il proprio punto di vista circa una situazione e i sentimenti che ne scaturiscono, questi ultimi sono validi tanto quanto quelli degli altri. Se si nascondono le proprie opinioni ed i propri sentimenti, gli altri non avranno la possibilità di conoscerci o di capirci.

 

L’assertività può essere adottata e applicata in tutti i contesti della vita. È un’abilità relazionale indispensabile per lo sviluppo positivo dei legami interpersonali e per il benessere dei legami intimi e famigliari.  

 

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.