Rendere utile ogni colloquio in psicoterapia

Come rendere utile la terapia e ogni singolo incontro? I primi incontri di una terapia, come già ben spiegato, si chiamano consultazione. Sono tre o quattro incontri iniziali costellati da tantissime informazioni, aneddoti, racconti, è una fase delicatissima, esplorativa, in cui lo psicologo sollecita questo tipo di racconto. Lo psicologo chiede che il paziente fornisca lui tutte le informazioni possibili, cerca di farsi un’idea il più possibile chiara di cosa stia accadendo. Per la terapia è necessario passare attraverso l’aspetto hard: cosa è successo, quando, come, perché e si deve dare spazio alla parte del “come ciò che ti è successo ti ha fatto sentire, come ha influito”. Il lavoro dello psicologo deve sempre essere quello di portare la persona a ragionare anche dal punto di vista emotivo perché è questo che permette l’introspezione che genera il cambiamento.  La consultazione è quindi concentrata sugli aspetti concreti ma contemporaneamente tiene anche un occhio sugli aspetti emotivi soprattutto verso coloro che non sono abituati a parlare di come stanno a fronte di ciò che hanno vissuto. Il paziente che è più abituato a raccontare fatti concreti sarà facilitato nella fase di consultazione ma in difficoltà a mano a mano che il percorso prosegue. Quando il professionista ha sufficienti elementi per avere un’idea chiara del problema avviene il passaggio al lato emotivo. Si va quindi a punteggiare ciò che la persona ha vissuto, sentito, le emozioni che hanno generato un sintomo.

Qual è il rischio qualora non si riesca a fare lo switch tra concreto ed emotivo? Qualora il terapeuta non riesca a sollecitare l’espressione emotiva di quello che la persona sta vivendo, e la persona stessa non riesce perché troppo difficile, doloroso e complesso il rischio è che la relazione e il colloquio diventino piatti e sterili. Il rischio è che ci si perda nel parlare di ciò che è accaduto e non di come ci ha fatto sentire.  

La psicoterapia trova la sua efficacia e utilità nel momento in cui rende la persona consapevole delle emozioni che sta vivendo in modo che non siano disfunzionali. 

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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