Psicoterapia: i tempi del sintomo

Perché nella terapia e più nello specifico nella fase di consultazione si chiedono sempre i tempi degli accadimenti? Questo viene chiesto sia in termini di quando è successo qualcosa, ad esempio: “quando hai scoperto al malattia? Quando sei stato licenziato?”. Vengono anche chiesti però i tempi delle decisioni che non sono necessariamente connessi al dato dell’accadimento. Per esempio “quando avete deciso di sposarvi?”. Questi dati sono importanti non solo per comprendere qual è la cronologia della persona, non solo per comprendere la linea del tempo ma soprattutto per riuscire a dare un significato al problema sia quando si parla di problemi esistenziali ma soprattutto durante un esordio sintomatico. C’è sempre, infatti, un nesso temporale che solitamente viene individuato in un intervallo di più o meno sei mesi dalla data dell’accadimento. Ciò significa che è come se in quel periodo, in quel momento, fosse successo qualcosa, solitamente qualcosa di improvviso, oppure si è deciso qualcosa di importante per la propria vita. Entro una finestra di circa un anno si riconosce l’esordio del sintomo! Quindi è fondamentale rintracciare quali sono questi accadimenti e momenti decisionali perché sono estremamente importanti per riuscire a comprendere non solo il significato del sintomo ma anche qual è la migliore direzione che la terapia deve assumere in modo tale da riuscire a focalizzarsi sul qui e ora quindi sul perché adesso si sta così male, perché adesso si è sviluppato quel sintomo. Dopo che è stato compreso è altrettanto importante riuscire a connetterlo dal “qui ed ora” al “là ed allora” del paziente ovvero comprendere perché, a fronte di come si sta vivendo, si è sviluppato il sintomo. Il sintomo è come se fosse un attrito tra il modo di funzionare della persona e le sfide, gli accadimenti che la vita pone davanti. Riuscire a capire qual è il nesso temporale quindi gli elementi scatenanti una determinata situazione è importantissimo per riuscire a strutturare una terapia efficace. 

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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