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Le principali difficoltà dello psicoterapeuta

Quali sono le difficoltà principali nello svolgere il lavoro dello psicoterapeuta?
Capita che alcuni pazienti incuriositi dalla professione e dalla disciplina facciano domande come: dottore come fa ad ascoltare i problemi delle persone tutto il giorno?

Queste sono tutte domande alle quali ogni persona che svolge appunto la professione di psicoterapeuta deve saper rispondere, soprattutto nei riguardi di sé stesso ma che secondo me non costituiscono le principali difficoltà nello svolgere questa pratica professionale.

A mio avviso infatti le due difficoltà principali sono: la solitudine e il mantenimento di standard qualitativi elevati. Questi due aspetti sono inevitabilmente interconnessi e hanno a che fare con la pratica privata.

Il rischio di solitudine è elevatissimo per coloro che lavorano in uno studio privato, nel proprio studio . Rischiano infatti di chiudersi riducendo le possibilità di interscambio quindi di condivisione con altri colleghi. Spesso il contatto e lo scambio di idee con dei colleghi o supervisori si riduce a qualche ora a settimana portando quindi il terapeuta a vivere una sensazione di solitudine. Questo, in alcuni casi, genera anche la tendenza ad arroccarsi nel proprio eremo cerebrale e diventare autoreferenziali non solo nei confronti del paziente ma anche nei confronti dei propri pensieri e quindi a cascata si incontra la seconda difficoltà.

Il secondo problema che spesso incontra uno psicoterapeuta è la difficoltà di mantenere degli standard qualitativi elevati poiché nel momento in cui psicoterapeuta si trova a svolgere il proprio lavoro nella solitudine del proprio studio il rischio è quello che si inneschi una specie di modalità di default per cui l’abitudine, la routine e le modalità replicate negli anni diventano più dei vincoli che delle risorse. Questo accade perché non si permette alla propria testa di continuare a viaggiare ed evolversi attraverso nuovi stimoli e riflessioni.

Personalmente, per risolvere questi due possibili problemi, mi sono circondato di un’equipe di 15 dottori con i quali condividiamo ogni colloquio. Nel mio centro infatti ogni dottore ha l’obbligo dell’intervisione ovvero di avere un altro dottore dell’equipe con il quale ogni colloquio viene rivisto. Questo permette di tenere sempre il cervello attivo e pronto a ricevere nuovi stimoli e non innescare quella sensazione di routine che inevitabilmente porta all’abbassamento degli standard qualitativi.

 

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.