Il rischio dello psicoterapeuta

il rischio di essere psicoterapeuta

Oggi facciamo qualche riflessione sullo svolgere la pratica di psicoterapeuta e uno degli aspetti che io personalmente avrei gradito che durante la formazione qualcuno mi esplicitasse. Questa è sicuramente una professione affascinante ma ciò di cui mi sono accorto, prima del completamento della mia formazione, ma di cui poi ho trovato conferma nella mia quotidianità, è che svolgere questo lavoro obbliga il terapeuta ad avere delle lenti particolarmente acute e precise che indossa per interpretare il mondo e la realtà.

Il problema sta nel fatto che queste lenti, utilizzate per aiutare i pazienti, difficilmente poi vengono dismesse e tolte una volta conclusa la giornata lavorativa. Ciò non significa che lo psicoterapeuta è quindi portato ad analizzare e interpretare tutto, il comportamento di amici, parenti, partner e figli poiché per farlo è necessario un contesto, un tema, una situazione specifica con altrettanto specifiche modalità.

Se la battuta “sei psicoterapeuta quindi mi analizzi” non fa ridere e lascia il tempo che trova è tuttavia vero che chi svolge questa professione ha sviluppato e sviluppa negli anni una interpretazione del mondo che è sempre basata sulle lenti che ha imparato ad indossare grazie alla formazione teorica, personale, il tirocinio e l’esperienza lavorativa, che portano lo psicoterapeuta ad avere delle interpretazioni sulla realtà, sul personale modo d’essere e di comportarsi e sulle situazioni di vita quotidiana.

Ciò che è importante sottolineare è che tale problema a mio avviso è invece una grande risorsa perché permette di avere a disposizione degli strumenti, per se stessi, per vivere meglio. Naturalmente questo porta con sé il rischio che, per alcuni, sia eccessivo, invadente e venga visto come una da eliminare, cosa ahimè impossibile. Per tale motivo ritengo anche che sia importante che questa possibilità venga esplicitata il prima possibile, per rendere psicologi e futuri psicoterapeuti consapevoli delle lenti e delle interpretazioni che faranno parte di loro per tutta la vita.

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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