+39 347 9177302

Relazioni tossiche: orbiting

Relazioni tossiche: orbiting

Introduzione all’Orbiting

Parliamo di orbiting: si sentono spesso tanti termini diversi quando si ha a che fare con le relazioni. Ormai sembra che ogni tipo di strategia comportamentale abbia un nome, un’etichetta o una diagnosi. Spesso si parla di relazioni tossiche, di narcisismo, di dipendenza affettiva, di ghosting, di no contact, di love bombing, e adesso di gaslighting. Adesso, parliamo di orbiting: che cos’è, quali caratteristiche ha e quali potrebbero essere le conseguenze?

Definizione di Orbiting

Il termine “orbiting” evoca già un’idea del suo significato, simile a come termini come “love bombing” o “ghosting” suggeriscono immediatamente certi comportamenti.

L’orbiting si riferisce all’azione di rimanere vicini, metaforicamente “orbitare”, attorno a una persona. Questo comportamento può essere adottato sia da chi ha concluso una relazione sia da chi non ha mai formalizzato una relazione significativa. Indipendentemente dal genere, l’orbiting si verifica spesso dopo la fine di una relazione, importante o meno, o quando una relazione sembrava poter evolvere in qualcosa di più serio ma viene interrotta.

Praticare l’orbiting significa quindi continuare a gravitare nel mondo sociale, o digitale, dell’altra persona, mantenendo una presenza anche se non diretta, proprio come suggerisce il termine.

Pratiche Comuni nell’Orbiting

L’orbiting viene comunemente attuato attraverso le nuove tecnologie, soprattutto sui social media. Spesso, chi pratica l’orbiting non risponde ai messaggi diretti dell’altra persona, ma rimane attivo visualizzando le storie su Instagram, mettendo “like” ai post, commentando o seguendo gli stati su WhatsApp, e simili.

In questo modo, sembra quasi dire: “Ehilà, sono ancora qui. Non sono completamente scomparso o scomparsa, ma al contempo non sono realmente presente nella tua vita.” Da una parte, la persona sembra negarsi, dichiarando talvolta apertamente di voler uscire dalla vita dell’altro, ma dall’altra non lo fa definitivamente.

Questa ambiguità non è mai del tutto chiara, poiché l’individuo continua a mantenere una presenza, seppur minima, lasciando il “lumicino della candela” acceso attraverso le azioni tipiche dell’orbiting come commentare, mettere “like”, e farsi notare in altri modi sui contenuti social dell’altra persona.

Motivazioni dietro l’Orbiting

Perché viene praticato l’orbiting? La motivazione non è tanto un bisogno relazionale di valutare se la relazione interrotta o mai nata possa essere sentimentale o degna di questo nome.

Piuttosto, praticare l’orbiting serve a soddisfare il desiderio di lasciare aperta una porta, di mantenere una via di ritorno potenzialmente utilizzabile. Questo comportamento è simile a quello di un narcisista che, dopo aver interrotto una relazione, ricompare periodicamente: non chiude definitivamente i rapporti.

L’orbiting serve a mantenere viva la presenza nella mente dell’altro, mantenendo aperta l’opzione di rientrare nella relazione se si dovesse sentire il bisogno.

Effetti dell’Orbiting e Consigli

Cosa accade a chi si ritrova con un ex partner o un potenziale partner che continua a orbitare attorno? Da una parte, per chi subisce l’orbiting sorge il rischio di rimanere illusi, di attendere speranzosamente il suo ritorno.

Questa situazione può diventare ancor più problematica se l’orbiting si protrae nel tempo, lasciando chi è stato lasciato, abbandonato o rifiutato a riconoscere che le probabilità di un ritorno sono estremamente basse. Il vero pericolo è che la persona non riesca a distaccarsi completamente dalla relazione, tenendo occupato mentalmente quel “slot relazionale” con l’idea persistente del rapporto.

Questo può gravemente compromettere le future opportunità di aprirsi al mondo, di esplorare nuove frequentazioni o di immergersi in nuove storie. L’orbiting è quindi una pratica distorta e egoista di mantenere una relazione: da un lato, chi orbita soddisfa i propri bisogni narcisistici di tenere aperte le porte per un possibile ritorno.

Dall’altro, per chi subisce l’orbiting, diventa complesso liberarsi dall’illusione, specialmente all’inizio. Anche quando si realizza che l’altra persona non tornerà mai, trovarsi incapace di liberare mentalmente lo spazio dedicato alla relazione impedisce di aprirsi a nuove possibilità. Di conseguenza, rimane vincolato a un mondo ipotetico, pieno di incertezze, sofferenze e attese.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.