Innamorarsi di un amico

“Dottore, ma se siamo amici e a me piace lui/lei che cosa dovrei fare? Devo dichiararmi o devo stare in silenzio e accontentarmi dell’amicizia?“. Questa è davvero una domanda da un milione di dollari ed è una domanda che penso accompagni l’umanità dalle sue origini e come spesso accade non è una risposta che prevedono un giusto o uno sbagliato.

In questi casi tutto è soggettivo e giusto in funzione di cosa noi desideriamo e di cosa sentiamo appagante; è chiaro che una relazione nata come un’amicizia che si trasforma per uno dei due in qualcosa di più può suscitare qualche dubbio, primo sull’origine dei propri sentimenti e secondo anche sul rischio di perdere la persona che finora è stata presente nella nostra vita, sebbene in un ruolo diverso da quello che sogneremmo. Abbiamo il timore di perdere anche l’amicizia che abbiamo, oltre all’amore che sogniamo.

La verità, mi viene da dire, è che nel momento in cui siamo innamorati e sicuri dei sentimenti che proviamo, sentimenti che tracimano l’amicizia, allora l’amicizia non esiste già più, è già persa. Di fatto abbiamo con questa persona una relazione che si pone in una costante condizione di sofferenza: da un lato abbiamo l’appagamento del desiderio dall’altro ma dall’altro abbiamo sempre di fronte a noi una certa tristezza, un certo dolore.

Per tutti questi motivi io sono per il dichiararsi sempre, anche correndo il rischio di compromettere un’amicizia. Il premio per questo azzardo potrebbe essere la realizzazione di un sogno, l’occasione di essere completamente felice e questa, a mio parere, è una cosa davvero speciale soprattutto perchè l’innamoramento non viene sperimentato da tutti e quando lo si prova è davvero un peccato non dichiararsi.

Dichiararsi significa non solo darsi un’occasione ed essere fedeli a se stessi ma anche essere sinceri con la persona che sia ha di fronte: la relazione amicale è corrotta, alterata, perchè da parte nostra c’è un sentimento diverso ed è giusto confidare questi sentimenti all’altro.

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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