Ex | Perchè incontrarli suscita emozioni

“Dottore, perché vedere un ex, un ex che torna e si rifà vivo, un ex che incontro casualmente per strada mi suscita un certo scompiglio?”

Partiamo col dire che questo non accade in tutte le relazioni e non riguarda tutti gli ex ma è certamente un sentimento comune. Non voglio assolutamente dire che l’emozione che si affaccia equivalga a un rinnovato desiderio di tornare insieme, ad un innamoramento ancora vivo. Magari sono passati degli anni, sono passati anche altri amori eppure vedendo un ex si prova un’emozione che non si sa ben identificare. Quell’emozione lì, a mio avviso, è legata a quella parte di noi o al ricordo di quella parte di noi che abbiamo lasciato all’interno di quella relazione.

In ogni relazione noi ci costruiamo, ci evolviamo, ci trasformiamo, ci conosciamo e quindi quando la relazione si interrompe inevitabilmente lasciamo all’interno di quella relazione finita (sia che siano stati noi ad interromperla, sia che sia finita per altri motivi) una parte di noi. Bene, quando questa parte di noi è per noi significativa, perché magri è una parte molto delicata e alla quale siamo attaccati, allora proviamo questa emozione nei confronti di quella persona, che è legata a quella parte di noi. Quante volte, al contrario, è capitato di incontrare un ex e chiedersi “perché stavo con lui/lei?” e di non provare assolutamente niente? Vuol dire che non abbiamo lasciato niente di noi stessi dentro a quella relazione.

Un altro esempio potrebbe essere quello del primo amore: il primo amore, per definizione, è uno solo. Il primo amore infatti suscita tendenzialmente una qualche emozione, non perché si sia nuovamente innamorati ma perché è stato importante, è stata una parte di noi, è stato il primo e per questo ci susciterà sempre un qualche tipo di emozione.

Le emozioni che l’ex suscita non sono necessariamente da rifuggire, anzi può essere un bello stimolo e una bella domanda, un qualcosa su cui interrogarsi chiedendosi “perché mi ha suscitato questa emozione? Qual è la parte di me che io ho lasciato all’interno di quella relazione?”. Capirlo e capire perchè quella parte di noi ci manca, in qualche modo, può essere uno stimolo per ritrovarla e farla evolvere nel presente.

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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