Coppia: quando la discussione è via chat

discussione di coppia via chat

Ormai le coppie flirtano, si innamorano, discutono, litigano e poi si lasciano… in chat!

 

Siamo sempre connessi a WhatsApp, Messenger di Facebook etc., il cellulare è diventato un prolungamento del nostro braccio.

Lo utilizziamo per comunicare con chiunque ed ovviamente lo utilizziamo anche con il nostro partner, ma a volte (anche troppo spesso) per discutere e litigare con lui/lei.

 

Vediamo quindi quali possono essere 3 vantaggi dell’utilizzare le chat per discutere con il proprio partner, ma anche 3 svantaggi.

 

Partiamo dai vantaggi:

il primo è quello di riuscire a dire ciò che si pensa. Molte volte durante le discussioni capita che ci si infervori, ci sia accalori e si parli sopra l’altro, mentre uno dei vantaggi della chat è la possibilità riuscire a dire, scrivendo, ciò che si pensa.

 

Il secondo è quello di riuscire a mettere della distanza. Connesso al primo vantaggio, “mettere della distanza” significa riuscire a prendere uno step back rispetto alla persona con la quale si sta discutendo e quindi anche riuscire ad esprimersi più chiaramente perché si riesce a dire delle cose che altrimenti non si sarebbe riusciti a dire con la stessa chiarezza.

 

Il terzo vantaggio è sicuramente quello di lasciare traccia, nel senso che non è insolito poi andare a rileggere la conversazione della discussione, analizzandone le parole. C’è quindi un vantaggio nel lasciare qualcosa di concreto da far decantare nella testa (e cellulare) del nostro interlocutore, ma anche nella nostra.

 

A fronte appunto di una discussione via chat ci sono però altrettanti svantaggi connessi proprio al mezzo utilizzato.

 

Il primo, collegandoci proprio al concetto di messaggistica istantanea, è l’asincronicità, poiché nonostante nello stesso momento  in cui si scrive dall’altro lato del cellulare c’è il proprio partner, che è lì in attesa, la comunicazione non è comunque immediata, poiché non è completamente sincrona. Ci si può fermare, riflettere, cancellare ed aggiustare il messaggio, quindi in un qualche modo viene tolta una parte di “impatto” della comunicazione poiché si ha la possibilità di alterarla, mentre invece di persona risulterebbe molto più spontanea.

 

Il secondo svantaggio è connesso alla grossa fraintendibilità dei messaggi via chat. Nel senso che è difficile riuscire a capire l’aspetto prosaico, piuttosto che l’ironia, il sarcasmo, etc.; quindi molte volte espone, soprattutto nel momento in cui il tono dell’umore è particolarmente acceso a fronte della discussione che si sta vivendo, al rischio di venire fraintesi.

 

Il terzo svantaggio è legato all’aspetto più emotivo, poiché in chat non si è sempre capaci di far trasparire le emozioni e le loro sfumature. E’ molto complicato far davvero capire cosa si prova; esistono le emoticons per esprimere il proprio stato d’animo, però sono un’espressione piatta, standardizzata, una faccina che ride comunica contentezza, ma non si riesce a capire qual è il grado di contentezza, non si riesce a capire qual è la sfumatura della contentezza e quindi non si riesce a capire di contro qual è la sfumatura della rabbia o del sentimento portato… e questo è fonte di grande confusione.

 

Riassumendo ci sono sicuramente dei vantaggi, legati soprattutto alla possibilità di esprimersi e mettere distanza dalla persona con la quale si sta litigando, ma ci sono altrettanti svantaggi e se andiamo a connetterli al “peso” dell’interlocutore (il proprio partner) questi prevalgono.

 

I rischi, dal mio punto di vista sono ben maggiori rispetto ai benefici.

 

Potremmo quindi dire che le chat sono utilissime e vanno anche bene per discutere, purché si sia consapevoli della correlazione inversamente proporzionale tra: il proprio punto di vista e l’importanza della persona con la quale si sta discutendo. Più è importante la persona con la quale si discute più la chat diventa fonte di rischi e fraintendimenti.

Dr. Matteo Radavelli – Psicoterapeuta e Psicologo Seregno
Via Ballerini 56, 20831 Seregno (MB)
+393479177302
info@matteoradavelli.it

Ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.

Opero come psicologo a Seregno oltre che in altri 6 centri di psicologia in provincia di MB, Lecco e Como.

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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