Introduzione

La fine di una relazione sentimentale è una parte potenzialmente complicata e faticosa da affrontare, per entrambi i lati o almeno per uno dei due ex partner. Solitamente, la fine della relazione può essere classificata, per semplificazione, in due modalità: quella in cui si interrompe definitivamente con un taglio netto, eliminando qualsiasi tipo di contatto o frequentazione, o quella più sfilacciata, dove, nonostante l’interruzione della relazione o la volontà di interromperla perlomeno da parte di uno dei due partner, non segue un comportamento altrettanto netto. Quindi, ci si vede, ci si sente, ci si frequenta, magari si hanno ancora dei rapporti, si esce per andare a cena o a bere qualcosa, continuando a frequentarsi nonostante ci si renda conto che la relazione è ormai agli sgoccioli o è diventata tossica.

Chiusura Netta vs. Chiusura Sfilacciata

La chiusura netta o quella sfilacciata dipendono dal tipo di relazione e dalle implicazioni che la relazione e la sua fine portano con sé. Ad esempio, due partner che hanno anche dei figli o una casa in comune, nel momento in cui interrompono una relazione, inevitabilmente avranno contatti futuri per la gestione dei figli o per la vendita della casa o la regolamentazione del suo utilizzo.

Modalità di Chiusura

Ci sono però queste due modalità: il taglio netto e il taglio immediato, il taglio definitivo, dove c’è da parte di uno dei due la volontà totale di negare qualsiasi contatto con l’altro, e una modalità invece più sfilacciata, che porta con sé la volontà di interrompere la relazione, ma prosegue per un certo periodo con alcuni contatti.

Motivazioni per il Taglio Netto

Quali sono le motivazioni per cui ci si porta dietro magari una relazione finita e quali sono invece le motivazioni che portano a una rottura con un taglio netto? Per quanto riguarda quest’ultima, ci possono essere due possibilità. Nel primo caso, la relazione è completamente logora, è finita già da tempo e i due partner sono arrivati alla decisione comune, consapevole e condivisa di interromperla. In qualche modo, hanno già elaborato il lutto per la fine della relazione e sono pronti a lasciarsi andare. In questo caso, non hanno più bisogno di sentirsi, di rivedersi, di avere rapporti o scambi, poiché hanno elaborato individualmente e reciprocamente il lutto per la fine della relazione. Questa è una chiusura che non risulta essere così dolorosa proprio perché è già stata elaborata, pensata e digerita.

La seconda possibilità è che uno dei due decida in maniera ferrea e netta la chiusura della relazione e si neghi all’ex partner. In questo caso, può esserci dolore, sia da parte di chi è stato lasciato che tenta disperatamente di riprendere dei contatti con l’ex partner, sia da parte di chi ha lasciato e si attiene razionalmente alla propria scelta, resistendo a eventuali cedimenti o desideri di ricontatto. Chi lascia si assume la responsabilità netta della fine della relazione, il che non significa che non sia faticoso o che abbia già un’altra persona, ma che agisce comportamenti allineati a questa decisione, negando contatti, telefonate, visite e incontri.

Motivazioni per una Chiusura Sfilacciata

Per quanto riguarda la modalità sfilacciata, le motivazioni possono essere diverse. Ci sono delle implicazioni, come la presenza di una casa o di figli, che richiedono contatti futuri costanti e perenni. Oppure, può esserci una fatica da parte di uno o di entrambi nel rompere definitivamente la relazione. In questo caso, solitamente serve del tempo. Non è insolito che questa modalità venga adottata, nonostante entrambi i partner si rendano conto che la relazione è diventata tossica e vogliono interromperla, ma fanno fatica a rendere congruenti i loro comportamenti con le loro volontà. È come se la pancia fosse in disaccordo con la testa, quindi se di testa voglio interrompere, faccio fatica a farlo, e intervengono il ricordo, il rimorso, il rancore, la rabbia, e quindi anche il ricontatto con l’ex partner.

Conclusione

Questa è una condizione che, per quanto possa essere faticosa e fastidiosa per entrambi o almeno per uno dei due partner, non è affatto insolita. Solitamente richiede del tempo, un lavoro per riuscire a coordinarsi alla fine della relazione, per capire che la relazione non è più un vantaggio ma anzi è diventata tossica o comunque non porta più benessere. Quando entrambi comprendono questo concetto, c’è un naturale diradarsi dei contatti, che diventano più rari e conflittuali, fino a quando non si allineano testa e pancia e si interrompono i contatti.

Ci possono essere situazioni in cui, per la presenza di alcune implicazioni o organizzazioni familiari, è necessario un contatto continuo. In questo caso, ci si deve concedere del tempo per capire che la relazione è finita e non preoccuparsi troppo di eventuali inciampi o ritorni sporadici di fiamma per periodi limitati. Se questa situazione persiste oltre qualche mese, può essere vantaggioso chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta per capire come riorganizzarsi e iniziare la propria vita senza lasciare che il pensiero dell’ex partner occupi spazio mentale, impedendo lo sviluppo di una possibile successiva relazione.

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