Cosa sono le emozioni? E quali sono le emozioni primarie?

L’emozione è un cambiamento che avviene nella testa, e nel corpo, di una persona in reazione a un qualunque tipo di stimolo visivo, uditivo, tattile e così via. Queste alterazioni sono di tipo cognitivo (che avvengono quindi nella nostra mente), fisiologico (tachicardia, sudorazione, secchezza delle fauci) e comportamentale (pensiamo per esempio all’attacco e alla fuga).

Le emozioni sono sempre state riconosciute e considerate nelle discipline, ma è solo di recente che sono state studiate a fondo e classificate. Colui che ha dedicato la sua vita allo studio delle emozioni, ottenendo anche ottimi risultati, è Paul Ekman, psicologo statunitense nato nel 1934.

Le emozioni sono al momento suddivise in due macro categorie: le emozioni primarie, che sono sette, e quelle secondarie che sono potenzialmente infinite. A determinare la differenza tra emozioni primarie e secondarie è che le primarie sono innate, si presentano cioè in ogni individuo fin dalla nascita senza distinzione di razza, sesso, provenienza, le emozioni di base diciamo.

Le sette emozioni fondamentali

Le emozioni primarie sono gioia, rabbia, paura, tristezza, disprezzo, disgusto e sorpresa e sono, come dicevo, innate in ognuno di noi. Ognuna di queste emozioni attiva un gruppo muscolare specifico che determina una serie di espressioni facciali tipiche e perfettamente riconoscibili nella persona che la sta vivendo.

Per esempio l’espressione della bocca cambia a seconda dell’emozione provata: pensiamo ad una bocca aperta per la sorpresa, piuttosto che agli angoli della bocca piegati verso il basso per la tristezza.
Ekman, tra i suoi numerosi studi, ha evidenziato proprio anche le espressioni fisiologiche delle emozioni.

Le emozioni secondarie

Esistono anche le emozioni secondarie che sono sicuramente più complesse e non sono universali, ma vengono mediate dall’esperienza personale, dal contesto sociale, dalla cultura, dagli apprendimenti.

  • Invidia
  • Gelosia
  • Ansia
  • Senso di colpa
  • Senso di appagamento

Sono sicuramente emozioni secondarie ma l’elenco potrebbe essere infinito.
Questo perché le emozioni secondarie sono prima di tutto una combinazione di più emozioni primarie cui si aggiungono sfumature diverse apportate, come dicevo, dal contesto.

Le emozioni umane quindi, come è facile dedurre, sono una parte estremamente importante della nostra vita. Sono ciò che ci mette in moto, che ci governa, che ci fa stare bene o ci fa stare male. Eppure davanti alle emozioni, se parliamo della cultura occidentale, siamo quasi analfabeti, poiché fino a pochi decenni fa era considerato inopportuno esprimerle, manifestarle. La consapevolezza delle proprie emozioni e di come questa sia di grande aiuto per stare meglio con se stessi e nelle relazioni con gli altri è una scoperta solo recente.

Nonostante questo i pregiudizi sono ancora numerosi, basti pensare che alcune emozioni vengono considerate “giuste” o “emozioni positive” e altre “sbagliate” o “emozioni negative”, e che ancora si pensa che mentre alcune possono essere espresse liberamente, altre andrebbero nascoste sotto il tappeto (pensiamo a rabbia e paura); parliamo poi anche del fatto che alcune emozioni siano considerate stereotipicamente “femminili” e altre “maschili”.

Le emozioni sono sempre dei segnali ed è importante imparare a riconoscerle per prenderci cura del nostro stato psicofisico e, di riflesso, anche di quello altrui.

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