“Dottore perché molte relazioni dopo il matrimonio si trasformano?”. Questa è una domanda importante, perché legata soprattutto ad una forma mentis, cioè all’idea che si ha della coppia. È una cosa che si vede spesso e che spesso sento raccontare dalle persone che poi aiuto sia in terapia di coppia sia in terapia individuale. Questo perché è il concetto stesso di matrimonio che in un qualche modo viene travisato, è un po’ lo stesso concetto che si ha nella differenza o nel tentativo di andare a differenziare l’innamoramento con l’amore, cioè l’innamoramento sta al pre-matrimonio come l’amore sta al matrimonio nel senso che si dice spesso che l’innamoramento che dura massimo due anni è un insieme di tumulti, emozioni, sensazioni e desideri e sostanzialmente è un’onda che travolge e fa andare la persona verso l’altro e reciprocamente quindi i due innamorati si cercano, si trovano, si cercano. Tutto è molto semplice ma quando l’innamoramento passa e subentra l’amore allora le cose modo si complicano, perché l’amore è difficile e ci vuole impegno, improvvisamente le ciabatte lasciate in giro per casa o il dentifricio schiacciato in una maniera piuttosto che nell’altra iniziano ad innervosire e le cose da facili, durante l’innamoramento spontanee, diventano difficili, diventano più impegnative, richiedono comunque che ci sia uno sforzo, un impegno, un’attenzione, proprio perché si passa dall’innamoramento all’amore, che è molto più basato sulla costruzione, sulla progettualità sul riallineamento e condivisione di un futuro

Pre-matrimonio e post matrimonio vivono dello stesso effetto e delle stesse fatiche, nel senso che durante la fase prematrimoniale c’è un certo senso di libertà, c’è un certo senso di leggerezza, c’è un certo senso di possibilità di scegliersi reciprocamente e di puntare verso una meta, che può essere il matrimonio o la costruzione dei vari progetti familiari come avere dei figli, comprare una casa e via dicendo. Il problema è che spesso il matrimonio viene visto come un punto d’arrivo, non tanto come un punto di partenza, cioè come l’ufficializzazione di una condivisione di intenti anche agli occhi della società, cioè questa coppia non solo è una coppia ma ora sono anche sposati. Molto spesso il matrimonio non è usato come il punto di inizio ufficiale della relazione dove entrambi, anche agli occhi della società o per chi crede agli occhi della chiesa, si prendono un impegno in questo senso ma anzi viene visto come un punto d’arrivo cioè tutto deve riuscire a collimare in quel in quel momento, quando si arriva al matrimonio si pensa che tutto prosegua da sé e quindi l’investimento che c’è è minore, cioè l’investimento post-matrimonio all’interno della coppia da parte di uno o entrambi i partner diventa minore rispetto all’investimento invece fatto durante la fase di pre-matrimonio. E questo è un errore, perché la sicurezza potenziale di avere l’altro in salute e in malattia, in buona e cattiva sorte che cosa determina che si smetta di investire sul progetto comune, cioè il nostro obiettivo è quello di arrivare il matrimonio e una volta che siamo sposati, una volta che abbiamo ottenuto lo status le cose vengono date per scontate, si smette di coltivare, si smette di investire per questo c’è una sorta di analogia, perché appena la relazione si trasforma in matrimonio, allora lì si dovrebbe investire ancora di più eppure quello che accade è proprio il contrario, cioè, una volta ottenuto lo status sociale del matrimonio, viene data la relazione per scontata.

Quindi come l’innamoramento facile poi si trasforma in amore che diventa più complicato, più impegnativo allo stesso modo la fase pre-matrimoniale è molto spesso considerata più semplice, perché è più libera, non è data per scontata e quindi le persone sono portate inevitabilmente a promuoversi all’interno della relazione stessa, ad essere proattivi, a coltivarla quando poi si sposano e vengono riconosciuti anche dalla società allora vien dato molto spesso l’istituzione per scontata, come se l’istituzione di per sé fosse capace di sorreggere, nutrire e far evolvere la coppia: ma il matrimonio è proprio il contrario.

 

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