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I disturbi della nutrizione

Proseguiamo l’excursus sui disturbi del comportamento alimentare parlando dei disturbi della nutrizione e della alimentazione. Questi si differenziano dall’anoressia e dalla bulimia perché si concentrano su un utilizzo del cibo o comunque delle pratiche connesse al cibo che non sono necessariamente connesse al peso o a strategie compensatorie. Sono legati principalmente a delle devianze o delle alterazioni di quella che viene considerata la prassi alimentare.

Ce ne sono principalmente tre: si parla di pica, di ruminazione, e di comportamento alimentare evitante o restrittivo. La pica consiste nell’ingestione di oggetti o materiali che non sono commestibili e non sono nutrienti. Si parla ad esempio di ingestione di carta, di gesso, di erba, di argilla, di cenere, di mozziconi di sigaretta.

Il secondo disturbo che appartiene ai disturbi della nutrizione è la ruminazione. Come suggerisce il termine, consiste sostanzialmente nel masticare il cibo e successivamente nello sputarlo, o nel ributtarlo nel piatto e talvolta nel rimasticarlo. Ovviamente con tutte le compromissioni sociali e alimentari che questa cosa può avere.

In ultimo c’è il disturbo dell’alimentazione e della nutrizione chiamato evitante o restrittivo che consiste nell’essere estremamente evitanti e/o selettivi e restrittivi rispetto all’alimentazione, o rispetto ad alcuni cibi nello specifico. Questo vuol dire che tendenzialmente non c’è un interesse rispetto all’alimentazione o al cibo e c’è solitamente una connessione sgradevole tra alcuni aspetti sensoriali: il tatto, il gusto, l’olfatto, la consistenza ecc… legati al cibo. Per anni si è pensato che questo disturbo fosse connesso esclusivamente ad alcune tappe dello sviluppo o comunque fosse una malattia principalmente presente nell’infanzia ma gli ultimi manuali diagnostici hanno esteso la sua possibile insorgenza anche a diverse fasce d’età. A livello psico-sociale i vincoli e i limiti che questa patologia impone sono importanti anche dal punto di vista relazionale.

Come per tutti i disturbi del comportamento alimentare, la terapia sistemico relazionale ritengo possa essere una delle vie maestre per poterli trattare, anche se ne esistono altre. Come dico sempre, ognuno deve essere capace, anche tramite l’aiuto di professionisti, di trovare l’orientamento, l’approccio e poi anche eventualmente le cure che sente più affini e di conseguenza più efficaci.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.