Relazione tra due dipendenti affettivi: può funzionare?

“Dottore ma è possibile una relazione tra due dipendenti affettivi?”

Rispondiamo a questa domanda molto frequente riportando innanzitutto le caratteristiche più importanti della dipendenza affettiva.

Innanzitutto si riconosce l’impossibilità, incapacità, di vedere ed esprimere i propri bisogni poiché ci si focalizza esclusivamente sui bisogni e gli obiettivi dell’altro. Il dipendente affettivo diventa tale poichè considera i suoi bisogni di second’ordine, non li mette a fuoco, si concentra esclusivamente su quelli dell’altro.

Il dipendente affettivo vive una costante apprensione, preoccupazione e timore di potere perdere la relazione, perdere la persona amata e che questa si risenta, che interrompa il legame.

Inoltre il dipendente affettivo diventa progressivamente sempre più incalzante nel chiedere rassicurazioni, conferme, attenzioni proprio perchè vive attraverso i due punti precedenti ovvero l’incapacità di vedere i propri bisogni, quindi focalizzarsi sull’altro.

Se pensiamo quindi a queste tre caratteristiche è facile capire come sia estremamente complessa la relazione tra due dipendenti affettivi perchè non troverebbero attraente il partner. Il dipendente affettivo, per semplificare, ha bisogno di due tipologie di partner:

  • una persona tendenzialmente sicura, con valori chiari, bisogni espliciti che rimanga quindi in una posizione di dominus all’interno della relazione.

In questo caso è naturalmente previsto il rischio che il dipendente affettivo trovi come partner un narcisista.

  • una persona estremamente bisognosa tant’è che si parla spesso di co-dipendenza affettiva.

In quest’ultimo caso c’è la possibilità che che la persona amata dal dipendente affettivo sia già una persona che ha una dipendenza oppure è bisognosa d’aiuto. A fronte del bisogno d’aiuto il dipendente affettivo potrebbe sentirsi utile nel prostrarsi, sacrificarsi.

Dr. Matteo Radavelli: Ciao, sono il Dr. Matteo Radavelli, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Mi sono laureato in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l'Università degli studi di Milano Bicocca e specializzato in psicoterapia allo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Ho lavorato per il Cassel Hospital di Richmond (Londra) e per l'Ospedale Maggiore Sant'Anna di Como come consulente psicologo, per il quale ho gestito il servizio "Stai Bene col Tuo Lavoro", rivolto ad imprenditori e dipendenti che hanno sviluppato una difficoltà psicologica connessa a problemi lavorativi ed economici. Attualmente dirigo e supervisiono 6 centri di psicologia e psicoterapia: Arcore, Monza, Seregno e Agrate Brianza (provincia di Monza e Brianza), Como e Merate (provincia di Lecco). Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà, partendo dal presupposto che il disagio non va considerato come esclusivamente interno all'individuo, ma come parte del sistema di relazioni in cui vive. Questa modalità consente di evidenziare i vincoli che mantengono la difficoltà e favorisce la loro rinegoziazione e superamento. Il metodo da me utilizzato è particolarmente utile in situazioni di ansia, problemi relazionali e problemi sessuali. Insieme dedicheremo i primissimi incontri ad approfondire il problema, costruendo la strada verso il cambiamento desiderato.
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