“Dottore quali sono le caratteristiche di un genitore narcisista, quali sono i comportamenti che assume e quali sono le potenziali conseguenze che può generare nei figli anche una volta che questi sono diventati adulti?”. Argomento complesso ma ci sono alcuni spunti per cercare di far capire come le caratteristiche del comportamento del narcisista, che sono abbastanza chiare all’interno delle relazioni sentimentali quindi quando si ha a che fare con un partner, non lo sono altrettanto quando si parla di relazioni genitoriali.

Molto spesso si pensa che il narcisista possa essere anaffettivo, possa essere distante, possa essere disinteressato alla relazione con il figlio. Questo non è esattamente così nel senso che se lo è, cioè se è effettivamente distante e disinteressato, lo è solo su alcuni argomenti specifici della vita del figlio o dei figli ma non su altri quindi non è un disinteresse assoluto ma è un disinteresse che colpisce solo alcune aree nella vita ad esempio la scuola, lo sport, l’affetto, le relazioni che può avere il figlio con altri ma semplicemente perché queste aree per il narcisista, cioè per il suo tornaconto, non sono interessanti.

Facciamo un passo indietro e capiamo meglio questo concetto: è narcisista colui/lei che all’interno delle relazioni manipola e cerca di sfruttare le relazioni per il proprio tornaconto personale, cioè per il proprio benessere, per il proprio piacere, per il soddisfacimento dei propri bisogni. Questo è vero all’interno delle relazioni sentimentali tanto quanto all’interno delle relazioni genitoriali. Il narcisista vede principalmente la relazione come una dinamica di possesso, ossia l’altro (il figlio) mi appartiene, motivo per cui quando il figlio muove qualche passo in autonomia al di fuori dell’ambito di controllo del genitore narcisista questo può provare rabbia, invidia, rancore proprio perché non vede i successi del figlio come vantaggiosi per se stesso ma esclusivamente per il figlio e quindi se il figlio acquisisce valore, potere, autonomia all’interno del mondo inevitabilmente il genitore/la genitrice narcisista non può avere un proprio tornaconto, per questo  l’atteggiamento spesso è quello della critica, di sminuire, talvolta può diventare vessatorio sempre però riconducendo tutto, sempre con la sua modalità manipolatoria all’interno del contesto del “lo faccio per il tuo bene, ti critico per il tuo bene, ti mortifico per il tuo bene, ti limito la libertà in alcuni contesti per il tuo bene” cioè fa passare questa manipolazione come la massima espressione dell’amore, del desiderio, dell’attenzione che dà al figlio, che quindi si costruisce nel tentativo di andare a soddisfare i bisogni del genitore narcisista. Quindi il narcisista non è assolutamente disinteressato alla relazione con il figlio come spesso si può credere, è interessato a se stesso e vede il figlio come un mezzo per andare a migliorare il proprio stato questo però avviene solo negli ambiti e nei contesti di interesse che il narcisista ha per sé.

Questo implica che il figlio porti con sé tutta una serie di conseguenze legate al comportamento di un genitore narcisista, ad esempio si parla di falso sé in psicologia, ossia l’incapacità in termini macroscopici del figlio di andare a definire cos’è il proprio sé, quindi le proprie caratteristiche, i propri bisogni, le proprie emozioni e non è insolito che figli di genitori narcisisti siano completamente ignari dei propri desideri, dei propri bisogni, delle proprie emozioni, ci possono essere dei contrasti e delle competizioni tra fratelli, ci può essere l’incapacità di andare a valutare il proprio valore, le proprie competenze e le proprie capacità in maniera autonoma ma esclusivamente in funzione di una eterodeterminazione o meglio “io valgo tanto quanto i risultati che sono in grado di andare ad ottenere”. Ovviamente poi si innesca il circolo vizioso per cui ai figli di narcisisti difficilmente verranno riconosciuti i risultati ottenuti e quindi il valore sarà sempre eterodeterminato da ciò che compio, da ciò che ottengo, che però inevitabilmente sarà altrettanto basso, è come se di fatto il figlio si costruisse in funzione e del soddisfacimento dei bisogni dei genitori o del genitore, tant’è che capita spesso in terapia che il figlio del narcisista poi si racconti molto più come un partner dei genitori stessi, cioè un partner emotivo, partner servizievole che appunto lavora e vive in funzione del soddisfacimento dei bisogni del genitore/partner. Questo ovviamente ha delle conseguenze enormi nella vita adulta, nel senso che poi all’interno del processo di individualizzazione, di sviluppo nella personalità del bambino è necessario riuscire a ottenere e soddisfare la propria affermazione cosa che se si ha un genitore narcisista non è assolutamente scontato.

L’altro rischio, una volta diventati adulti, è andare a replicare un modello con il proprio figlio (con il nipote del narcisista) e questo poi innesca ulteriormente un circolo vizioso che finché non viene spezzato è portato a vivere in eterno.

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