<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Disturbo di panico - Matteo Radavelli</title>
	<atom:link href="https://matteoradavelli.it/ansia/disturbo-di-panico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://matteoradavelli.it/ansia/disturbo-di-panico/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2026 07:39:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Gli attacchi di panico sono come valanghe</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/gli-attacchi-di-panico-sono-come-valanghe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 08:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=3935</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono ormai tantissimi video che parlano di attacchi di panico e tendenzialmente se ne parla dando indicazioni sulla loro gestione. Gli attacchi di panico non devono essere &#8220;gestiti&#8221; ma essere affrontati e superati.  Gli attacchi di panico non possono essere gestiti mentre lo si prova, devono necessariamente essere affrontati prima di averli, superati prima [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/gli-attacchi-di-panico-sono-come-valanghe/">Gli attacchi di panico sono come valanghe</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono ormai tantissimi video che parlano di attacchi di panico e tendenzialmente se ne parla dando indicazioni sulla loro gestione. Gli attacchi di panico non devono essere &#8220;gestiti&#8221; ma e<strong>ssere affrontati e superati. </strong></p>
<p>Gli attacchi di panico non possono essere gestiti mentre lo si prova, devono necessariamente essere affrontati prima di averli, superati prima di riviverli.</p>
<p>Se hai avuto un attacco di panico tendenzialmente <strong>dividi la vita in due</strong>: prima e dopo; dopo averlo vissuto vivi con le antenne diritte, con il timore che possa risuccedere, inizi a ridurre gli stimoli a cui ci si espone nel timore che l&#8217;esperienza generi del panico. <strong>Limiti la tua vita illudendoti di non avere più il panico</strong> ma stai semplicemente evitando, sottraendoti dallo stimolo in modo da illuderti di saperlo affrontare.</p>
<p><strong>L&#8217;attacco di panico è come una valanga</strong>, nel momento in cui scende c&#8217;è poco da fare: consci che di attacco di panico non si muore piano piano passa; è fondamentale mettere in sicurezza poi la montagna per evitare che altre valanghe possano scendere.</p>
<p>All&#8217;attacco di panico non si sopravvive, l&#8217;attacco di panico deve passare, deve essere affrontato e risolto attraverso la comprensione delle cause, dei meccanismi che generano lo stesso.</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/gli-attacchi-di-panico-sono-come-valanghe/">Gli attacchi di panico sono come valanghe</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attacchi di panico notturni</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-notturni-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=2612</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli attacchi di panico sono in assoluto i sintomi psicologici più comuni, si pensi che gli attacchi di panico colpiscono il 30% della popolazione mondiale nell&#8217;arco di vita. Tra gli attacchi di panico troviamo una sottocategoria degli attacchi di panico notturni, molto comuni esattamente come gli attacchi di panico diurni, ma molto meno citati. I [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-notturni-3/">Attacchi di panico notturni</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli attacchi di panico sono in assoluto i sintomi psicologici più comuni, si pensi che gli attacchi di panico colpiscono il 30% della popolazione mondiale nell&#8217;arco di vita. Tra gli attacchi di panico troviamo una sottocategoria degli attacchi di panico notturni, molto comuni esattamente come gli attacchi di panico diurni, ma molto meno citati.</p>
<p>I sintomi che caratterizzano l&#8217;attacco di panico notturno sono molto simili ai diurni: fiato corto, tachicardia, tremore, nausea, secchezza delle fauci, sensazione di vivere un&#8217;infarto, di morire, di avere vertigini, confusione. La differenza importante tra diurno e notturno è che appunto il notturno arriva improvvisamente mentre si dorme, sopraggiunge improvvisamente ed affligge chi ne soffre gettandolo nel panico totale. Questo non solo per i sintomi vissuto ma soprattutto perché è totalmente inspiegabile. Spesso nell&#8217;attacco di panico diurno ci sono situazioni, sintomi, temi, luoghi che possono anticipare il sopraggiungere dell&#8217;attacco di panico, cosa che assolutamente non avviene nell&#8217;attacco di panico notturno. Questo rende terrificante l&#8217;evento perché avviene esattamente quando il soggetto abbassa le difese: è terribile. Altera il sonno e ha anche fare con un aspetto anticipatorio importante: è facile infatti sviluppare la paura della paura, la paura di stare male, poiché tutte le volte in cui si andrà a dormire si avrà la paura di stare male.</p>
<p>Nella maggioranza di casi c&#8217;è una presenza di entrambe le tipologie di attacco di panico, sia diurno che notturno. Perchè questi attacchi di panico emergono proprio di notte? Tendenzialmente perché la persona che li vive è spesso molto rigorosa, rigida, anche controllante rispetto a se e alle proprie emozioni, queste difese vengono naturalmente meno la notte momento in <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/gli-attacchi-di-panico-sono-come-valanghe/">cui sopraggiunge l&#8217;attacco di panico</a>.</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-notturni-3/">Attacchi di panico notturni</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ansia VS attacchi di panico</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/ansia-vs-attacchi-di-panico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 11:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1595</guid>

					<description><![CDATA[<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/ansia-vs-attacchi-di-panico/">Ansia VS attacchi di panico</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-sheets-value="{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;Parliamo di disturbi d'ansia e di attacchi di panico: rnNonostante abbia già fatto dei video riguardo continuano ad arrivarmi delle domande che suonano più o meno così: &quot;Ma dottore che differenza c'è tra ansia e attacco di panico?&quot;, “L'attacco di panico è un disturbo ansioso?”, “Ansia e attacco di panico sono la stessa cosa?”. rnCerchiamo di fare un pochino di chiarezza: allora partiamo da questo, che l'ansia è una emozione. L'ansia è una sensazione, un'esperienza che ognuno di noi nella vita ha sicuramente vissuto ed è un sentimento appunto un'emozione che ha una sua funzione. Cioè è fisiologica ed al tempo stesso utile per la persona. Ci sono tantissimi contesti, tantissimi aspetti ad esempio prestazionali in cui un certo livello d'ansia va a generare anche un miglioramento dell'esito, un miglioramento della prestazione. Se io non fossi minimamente attivato ad esempio nel registrare un video di questo tipo magari non riuscirei ad organizzare in maniera coordinata un discorso, non sarei sufficientemente attento, non sarai sufficientemente concentrato, mi confonderei, utilizzerei dei termini sbagliati. Quindi un certo livello d'ansia è un qualcosa che non solo non deve essere evitato, ma anzi deve essere amico. Cioè dobbiamo essere capaci appunto di renderla funzionale. È chiaro che poi l'ansia porta con sé tutta una serie di alterazioni sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista ad esempio fisico, c’è questa sensazione ad esempio di tensione e di agitazione, di allerta, di preoccupazione. E poi può sfociare appunto in qualcosa che noi facciamo fatica anche controllare: parte dalla secchezza delle fauci, diventiamo rossi, può essere che in alcuni casi tremiamo, abbiamo una sensazione di confusione. Ma qui parliamo appunto di un aspetto dell'ansia che tracima. Che diventa in qualche modo patologico. È chiaro poi che l'ansia di per sé, nonostante io abbia detto che non è necessariamente nemica, nel momento in cui tracima, nel momento in cui appunto si impadronisce della persona e ne va a compromettere la prestazione ed il benessere diventa patologica. E qui si manifestano, si entra nel grande calderone dei <a href="https://matteoradavelli.it/disturbi-di-personalita/disturbo-narcisistico-vs-disturbo-istrionico/">disturbi ansiosi</a>. Che sono tantissimi ad esempio c&#8217;è l&#8217;ansia sociale o fobia sociale, <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/fobie-specifiche-tutto-quello-che-ce-da-sapere/">ci sono le fobie specifiche</a>, c&#8217;è l’ansia generalizzata, c&#8217;è ad esempio l&#8217;ipocondria, c&#8217;è il mutismo selettivo, c&#8217;è l&#8217;ansia da separazione, ci sono gli attacchi di panico. Gli attacchi di panico quindi hanno inevitabilmente delle caratteristiche condivise con l&#8217;ansia ma sono una sottocategoria specifica di disturbo ansioso. Vuol dire che in un determinato momento in un periodo estremamente limitato stretto della propria vita che di solito poi dura circa una decina di minuti si presentano i peggiori sintomi che possono essere associati all&#8217;ansia e sono circa una dozzina. Si va dalla tachicardia la secchezza delle fauci problemi respiratori sensazioni di confusione paura di impazzire paura di morire tremori problemi gastrointestinali nausea e chi più ne ha più ne metta. E caratterizzano un disturbo specifico d&#8217;ansia quindi non sono esattamente la stessa cosa possiamo dire che appartengono alla stessa categoria ma nel primo caso dell’ansia funzionale è un qualcosa di utile è un qualcosa di prezioso che dobbiamo tenere nella nostra vita, nel secondo caso i disturbi appunto da attacco di panico fanno parte di quella sottocategoria degenerativa dell’ansia stessa. Quindi non sono assolutamente la stessa cosa sono due cose completamente diverse, nel primo caso diciamo non serve nulla da fare se non riuscire a padroneggiare, diventare progressivamente più confidenti e capaci di gestire alcuni livelli ansiosi che però poi sono funzionali ad esempio alla nostra vita nel secondo caso invece per quanto riguarda gli attacchi di panico è bene intraprendere una psicoterapia. Questo per due motivi: uno perché gli attacchi di panico risultano essere spesso invalidanti nel senso che proprio come definisce il termine stesso attacco di panico non sono per definizione controllabili. L&#8217;attacco di panico tra l&#8217;altro a un&#8217;etimologia interessante nel senso che riferito antico mito greco per cui c&#8217;era pan questo questo come dire mezzo uomo mezzo cavallo che andava ad attaccare le ninfe nel bosco e quindi generava una sorta di reazione pietrificante nei confronti appunto della donzella di turno generando questa sensazione di terrore da qui poi c&#8217;è appunto l&#8217;origine del concetto di attacco di panico. Che però come dicevo richiede (al di là del dell&#8217;ex cursus) un intervento anche relativamente rapido poiché essendo come dicevo una patologia una difficoltà invalidante risulta essere anche qualcosa che si cronicizza alla svelta. Non perché la persona poi continua ad avere necessariamente degli attacchi di panico, ma in atto tutta una serie di strategie tramite le quali rimodula la propria vita. Che sono tendenzialmente 2 o l&#8217;evitamento cioè quindi evitare tutte quelle situazioni che possono suscitare in me una certo tipo di preoccupazione o che so che possono generare un attacco di panico e quindi riducono i margini, i gradi di libertà della mia vita, ho posso mettere in atto anche quel processo anticipatore che viene chiamato paura della paura perché poiché non sviluppo vero e proprio attacco di panico nuovamente ma vivo continuamente in allerta di poterne avere e questo ovviamente abbassa in maniera drastica e categorica la qualità di vita della persona. Per questo dico che nel primo caso quindi nel momento in cui si percepisce ansia si può sicuramente lavorare nel momento in cui ci si rende conto che si ha una mala gestione nel riuscire a modularla nel riuscire a gestire nel riuscire a padroneggiarla, ma nel momento in cui questa sfocia in una sua sottocategoria patologica come sono gli attacchi di panico allora lì è necessario l&#8217;intervento di uno psicoterapeuta. Però non sono come ho detto la medesima cosa sono due cose ben distinte una è sana l&#8217;altra è inevitabilmente patologica.r&quot;}&#8221; data-sheets-userformat=&#8221;{&quot;2&quot;:769,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:0},&quot;11&quot;:4,&quot;12&quot;:0}&#8221;>&#8221;Dottore <strong>che differenza c&#8217;è tra ansia e attacco di panico</strong>?&#8221;, “L&#8217;attacco di panico è un disturbo ansioso?”, “Ansia e attacco di panico sono la stessa cosa?”: oggi cerchiamo di rispondere a queste domande.</span></p>
<p><span data-sheets-value="{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;Parliamo di disturbi d'ansia e di attacchi di panico: rnNonostante abbia già fatto dei video riguardo continuano ad arrivarmi delle domande che suonano più o meno così: &quot;Ma dottore che differenza c'è tra ansia e attacco di panico?&quot;, “L'attacco di panico è un disturbo ansioso?”, “Ansia e attacco di panico sono la stessa cosa?”. rnCerchiamo di fare un pochino di chiarezza: allora partiamo da questo, che l'ansia è una emozione. L'ansia è una sensazione, un'esperienza che ognuno di noi nella vita ha sicuramente vissuto ed è un sentimento appunto un'emozione che ha una sua funzione. Cioè è fisiologica ed al tempo stesso utile per la persona. Ci sono tantissimi contesti, tantissimi aspetti ad esempio prestazionali in cui un certo livello d'ansia va a generare anche un miglioramento dell'esito, un miglioramento della prestazione. Se io non fossi minimamente attivato ad esempio nel registrare un video di questo tipo magari non riuscirei ad organizzare in maniera coordinata un discorso, non sarei sufficientemente attento, non sarai sufficientemente concentrato, mi confonderei, utilizzerei dei termini sbagliati. Quindi un certo livello d'ansia è un qualcosa che non solo non deve essere evitato, ma anzi deve essere amico. Cioè dobbiamo essere capaci appunto di renderla funzionale. È chiaro che poi l'ansia porta con sé tutta una serie di alterazioni sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista ad esempio fisico, c’è questa sensazione ad esempio di tensione e di agitazione, di allerta, di preoccupazione. E poi può sfociare appunto in qualcosa che noi facciamo fatica anche controllare: parte dalla secchezza delle fauci, diventiamo rossi, può essere che in alcuni casi tremiamo, abbiamo una sensazione di confusione. Ma qui parliamo appunto di un aspetto dell'ansia che tracima. Che diventa in qualche modo patologico. È chiaro poi che l'ansia di per sé, nonostante io abbia detto che non è necessariamente nemica, nel momento in cui tracima, nel momento in cui appunto si impadronisce della persona e ne va a compromettere la prestazione ed il benessere diventa patologica. E qui si manifestano, si entra nel grande calderone dei disturbi ansiosi. Che sono tantissimi ad esempio c'è l'ansia sociale o fobia sociale, ci sono le fobie specifiche, c'è l’ansia generalizzata, c'è ad esempio l'ipocondria, c'è il mutismo selettivo, c'è l'ansia da separazione, ci sono gli attacchi di panico. Gli attacchi di panico quindi hanno inevitabilmente delle caratteristiche condivise con l'ansia ma sono una sottocategoria specifica di disturbo ansioso. Vuol dire che in un determinato momento in un periodo estremamente limitato stretto della propria vita che di solito poi dura circa una decina di minuti si presentano i peggiori sintomi che possono essere associati all'ansia e sono circa una dozzina. Si va dalla tachicardia la secchezza delle fauci problemi respiratori sensazioni di confusione paura di impazzire paura di morire tremori problemi gastrointestinali nausea e chi più ne ha più ne metta. E caratterizzano un disturbo specifico d'ansia quindi non sono esattamente la stessa cosa possiamo dire che appartengono alla stessa categoria ma nel primo caso dell’ansia funzionale è un qualcosa di utile è un qualcosa di prezioso che dobbiamo tenere nella nostra vita, nel secondo caso i disturbi appunto da attacco di panico fanno parte di quella sottocategoria degenerativa dell’ansia stessa. Quindi non sono assolutamente la stessa cosa sono due cose completamente diverse, nel primo caso diciamo non serve nulla da fare se non riuscire a padroneggiare, diventare progressivamente più confidenti e capaci di gestire alcuni livelli ansiosi che però poi sono funzionali ad esempio alla nostra vita nel secondo caso invece per quanto riguarda gli attacchi di panico è bene intraprendere una psicoterapia. Questo per due motivi: uno perché gli attacchi di panico risultano essere spesso invalidanti nel senso che proprio come definisce il termine stesso attacco di panico non sono per definizione controllabili. L'attacco di panico tra l'altro a un'etimologia interessante nel senso che riferito antico mito greco per cui c'era pan questo questo come dire mezzo uomo mezzo cavallo che andava ad attaccare le ninfe nel bosco e quindi generava una sorta di reazione pietrificante nei confronti appunto della donzella di turno generando questa sensazione di terrore da qui poi c'è appunto l'origine del concetto di attacco di panico. Che però come dicevo richiede (al di là del dell'ex cursus) un intervento anche relativamente rapido poiché essendo come dicevo una patologia una difficoltà invalidante risulta essere anche qualcosa che si cronicizza alla svelta. Non perché la persona poi continua ad avere necessariamente degli attacchi di panico, ma in atto tutta una serie di strategie tramite le quali rimodula la propria vita. Che sono tendenzialmente 2 o l'evitamento cioè quindi evitare tutte quelle situazioni che possono suscitare in me una certo tipo di preoccupazione o che so che possono generare un attacco di panico e quindi riducono i margini, i gradi di libertà della mia vita, ho posso mettere in atto anche quel processo anticipatore che viene chiamato paura della paura perché poiché non sviluppo vero e proprio attacco di panico nuovamente ma vivo continuamente in allerta di poterne avere e questo ovviamente abbassa in maniera drastica e categorica la qualità di vita della persona. Per questo dico che nel primo caso quindi nel momento in cui si percepisce ansia si può sicuramente lavorare nel momento in cui ci si rende conto che si ha una mala gestione nel riuscire a modularla nel riuscire a gestire nel riuscire a padroneggiarla, ma nel momento in cui questa sfocia in una sua sottocategoria patologica come sono gli attacchi di panico allora lì è necessario l'intervento di uno psicoterapeuta. Però non sono come ho detto la medesima cosa sono due cose ben distinte una è sana l'altra è inevitabilmente patologica.r&quot;}" data-sheets-userformat="{&quot;2&quot;:769,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:0},&quot;11&quot;:4,&quot;12&quot;:0}">Partiamo da questo, <strong>l&#8217;ansia è un&#8217;emozione</strong>. L&#8217;ansia è una sensazione, un&#8217;esperienza che ognuno di noi nella vita ha sicuramente vissuto ed è un sentimento che <strong>ha una sua funzione</strong>. L&#8217;ansia è <strong>fisiologica</strong> e al tempo stesso utile per la persona. Ci sono tantissimi contesti, tantissimi aspetti ad esempio prestazionali in cui un certo livello d&#8217;ansia va a generare anche un miglioramento dell&#8217;esito, un miglioramento della prestazione. Quindi un certo livello d&#8217;ansia è un qualcosa che non solo non deve essere evitato, ma anzi deve essere amico: dobbiamo essere capaci appunto di renderla funzionale. </span></p>
<p><span data-sheets-value="{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;Parliamo di disturbi d'ansia e di attacchi di panico: rnNonostante abbia già fatto dei video riguardo continuano ad arrivarmi delle domande che suonano più o meno così: &quot;Ma dottore che differenza c'è tra ansia e attacco di panico?&quot;, “L'attacco di panico è un disturbo ansioso?”, “Ansia e attacco di panico sono la stessa cosa?”. rnCerchiamo di fare un pochino di chiarezza: allora partiamo da questo, che l'ansia è una emozione. L'ansia è una sensazione, un'esperienza che ognuno di noi nella vita ha sicuramente vissuto ed è un sentimento appunto un'emozione che ha una sua funzione. Cioè è fisiologica ed al tempo stesso utile per la persona. Ci sono tantissimi contesti, tantissimi aspetti ad esempio prestazionali in cui un certo livello d'ansia va a generare anche un miglioramento dell'esito, un miglioramento della prestazione. Se io non fossi minimamente attivato ad esempio nel registrare un video di questo tipo magari non riuscirei ad organizzare in maniera coordinata un discorso, non sarei sufficientemente attento, non sarai sufficientemente concentrato, mi confonderei, utilizzerei dei termini sbagliati. Quindi un certo livello d'ansia è un qualcosa che non solo non deve essere evitato, ma anzi deve essere amico. Cioè dobbiamo essere capaci appunto di renderla funzionale. È chiaro che poi l'ansia porta con sé tutta una serie di alterazioni sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista ad esempio fisico, c’è questa sensazione ad esempio di tensione e di agitazione, di allerta, di preoccupazione. E poi può sfociare appunto in qualcosa che noi facciamo fatica anche controllare: parte dalla secchezza delle fauci, diventiamo rossi, può essere che in alcuni casi tremiamo, abbiamo una sensazione di confusione. Ma qui parliamo appunto di un aspetto dell'ansia che tracima. Che diventa in qualche modo patologico. È chiaro poi che l'ansia di per sé, nonostante io abbia detto che non è necessariamente nemica, nel momento in cui tracima, nel momento in cui appunto si impadronisce della persona e ne va a compromettere la prestazione ed il benessere diventa patologica. E qui si manifestano, si entra nel grande calderone dei disturbi ansiosi. Che sono tantissimi ad esempio c'è l'ansia sociale o fobia sociale, ci sono le fobie specifiche, c'è l’ansia generalizzata, c'è ad esempio l'ipocondria, c'è il mutismo selettivo, c'è l'ansia da separazione, ci sono gli attacchi di panico. Gli attacchi di panico quindi hanno inevitabilmente delle caratteristiche condivise con l'ansia ma sono una sottocategoria specifica di disturbo ansioso. Vuol dire che in un determinato momento in un periodo estremamente limitato stretto della propria vita che di solito poi dura circa una decina di minuti si presentano i peggiori sintomi che possono essere associati all'ansia e sono circa una dozzina. Si va dalla tachicardia la secchezza delle fauci problemi respiratori sensazioni di confusione paura di impazzire paura di morire tremori problemi gastrointestinali nausea e chi più ne ha più ne metta. E caratterizzano un disturbo specifico d'ansia quindi non sono esattamente la stessa cosa possiamo dire che appartengono alla stessa categoria ma nel primo caso dell’ansia funzionale è un qualcosa di utile è un qualcosa di prezioso che dobbiamo tenere nella nostra vita, nel secondo caso i disturbi appunto da attacco di panico fanno parte di quella sottocategoria degenerativa dell’ansia stessa. Quindi non sono assolutamente la stessa cosa sono due cose completamente diverse, nel primo caso diciamo non serve nulla da fare se non riuscire a padroneggiare, diventare progressivamente più confidenti e capaci di gestire alcuni livelli ansiosi che però poi sono funzionali ad esempio alla nostra vita nel secondo caso invece per quanto riguarda gli attacchi di panico è bene intraprendere una psicoterapia. Questo per due motivi: uno perché gli attacchi di panico risultano essere spesso invalidanti nel senso che proprio come definisce il termine stesso attacco di panico non sono per definizione controllabili. L'attacco di panico tra l'altro a un'etimologia interessante nel senso che riferito antico mito greco per cui c'era pan questo questo come dire mezzo uomo mezzo cavallo che andava ad attaccare le ninfe nel bosco e quindi generava una sorta di reazione pietrificante nei confronti appunto della donzella di turno generando questa sensazione di terrore da qui poi c'è appunto l'origine del concetto di attacco di panico. Che però come dicevo richiede (al di là del dell'ex cursus) un intervento anche relativamente rapido poiché essendo come dicevo una patologia una difficoltà invalidante risulta essere anche qualcosa che si cronicizza alla svelta. Non perché la persona poi continua ad avere necessariamente degli attacchi di panico, ma in atto tutta una serie di strategie tramite le quali rimodula la propria vita. Che sono tendenzialmente 2 o l'evitamento cioè quindi evitare tutte quelle situazioni che possono suscitare in me una certo tipo di preoccupazione o che so che possono generare un attacco di panico e quindi riducono i margini, i gradi di libertà della mia vita, ho posso mettere in atto anche quel processo anticipatore che viene chiamato paura della paura perché poiché non sviluppo vero e proprio attacco di panico nuovamente ma vivo continuamente in allerta di poterne avere e questo ovviamente abbassa in maniera drastica e categorica la qualità di vita della persona. Per questo dico che nel primo caso quindi nel momento in cui si percepisce ansia si può sicuramente lavorare nel momento in cui ci si rende conto che si ha una mala gestione nel riuscire a modularla nel riuscire a gestire nel riuscire a padroneggiarla, ma nel momento in cui questa sfocia in una sua sottocategoria patologica come sono gli attacchi di panico allora lì è necessario l'intervento di uno psicoterapeuta. Però non sono come ho detto la medesima cosa sono due cose ben distinte una è sana l'altra è inevitabilmente patologica.r&quot;}" data-sheets-userformat="{&quot;2&quot;:769,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:0},&quot;11&quot;:4,&quot;12&quot;:0}">È chiaro che poi l&#8217;ansia porta con sé tutta una serie di alterazioni sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico che</span><span style="font-size: 1rem;"> poi possono sfociare in qualcosa che noi facciamo fatica a controllare: secchezza delle fauci, rossori, tremolio, sensazione di confusione. Quando ciò accade parliamo di un aspetto dell&#8217;ansia che tracima, che diventa <strong>patologico</strong>. È chiaro quindi che l&#8217;ansia di per sé non è necessariamente nemica ma nel momento in cui tracima e si impadronisce della persona diventa patologica ed è a questo punto che</span><span style="font-size: 1rem;"> si manifestano i disturbi ansiosi. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Ne esistono di moltissimi: c&#8217;è l&#8217;ansia sociale o fobia sociale, ci sono le fobie specifiche, c&#8217;è l’ansia generalizzata, c&#8217;è l&#8217;ipocondria, c&#8217;è il mutismo selettivo, c&#8217;è l&#8217;ansia da separazione, ci sono gli attacchi di panico. Gli <strong>attacchi di panico</strong>, quindi, hanno inevitabilmente delle caratteristiche condivise con l&#8217;ansia ma sono una sottocategoria specifica di disturbo ansioso. Vuol dire che in un determinato momento, in un periodo estremamente limitato della propria vita che di solito dura circa una decina di minuti, si presentano i peggiori sintomi che possono essere associati all&#8217;ansia e che sono circa una dozzina: si va dalla tachicardia la secchezza delle fauci, a problemi respiratori, a sensazioni di confusione, paura di impazzire, paura di morire, tremori, problemi gastrointestinali, nausea e chi più ne ha più ne metta. <span data-sheets-value="{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;Parliamo di disturbi d'ansia e di attacchi di panico: rnNonostante abbia già fatto dei video riguardo continuano ad arrivarmi delle domande che suonano più o meno così: &quot;Ma dottore che differenza c'è tra ansia e attacco di panico?&quot;, “L'attacco di panico è un disturbo ansioso?”, “Ansia e attacco di panico sono la stessa cosa?”. rnCerchiamo di fare un pochino di chiarezza: allora partiamo da questo, che l'ansia è una emozione. L'ansia è una sensazione, un'esperienza che ognuno di noi nella vita ha sicuramente vissuto ed è un sentimento appunto un'emozione che ha una sua funzione. Cioè è fisiologica ed al tempo stesso utile per la persona. Ci sono tantissimi contesti, tantissimi aspetti ad esempio prestazionali in cui un certo livello d'ansia va a generare anche un miglioramento dell'esito, un miglioramento della prestazione. Se io non fossi minimamente attivato ad esempio nel registrare un video di questo tipo magari non riuscirei ad organizzare in maniera coordinata un discorso, non sarei sufficientemente attento, non sarai sufficientemente concentrato, mi confonderei, utilizzerei dei termini sbagliati. Quindi un certo livello d'ansia è un qualcosa che non solo non deve essere evitato, ma anzi deve essere amico. Cioè dobbiamo essere capaci appunto di renderla funzionale. È chiaro che poi l'ansia porta con sé tutta una serie di alterazioni sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista ad esempio fisico, c’è questa sensazione ad esempio di tensione e di agitazione, di allerta, di preoccupazione. E poi può sfociare appunto in qualcosa che noi facciamo fatica anche controllare: parte dalla secchezza delle fauci, diventiamo rossi, può essere che in alcuni casi tremiamo, abbiamo una sensazione di confusione. Ma qui parliamo appunto di un aspetto dell'ansia che tracima. Che diventa in qualche modo patologico. È chiaro poi che l'ansia di per sé, nonostante io abbia detto che non è necessariamente nemica, nel momento in cui tracima, nel momento in cui appunto si impadronisce della persona e ne va a compromettere la prestazione ed il benessere diventa patologica. E qui si manifestano, si entra nel grande calderone dei disturbi ansiosi. Che sono tantissimi ad esempio c'è l'ansia sociale o fobia sociale, ci sono le fobie specifiche, c'è l’ansia generalizzata, c'è ad esempio l'ipocondria, c'è il mutismo selettivo, c'è l'ansia da separazione, ci sono gli attacchi di panico. Gli attacchi di panico quindi hanno inevitabilmente delle caratteristiche condivise con l'ansia ma sono una sottocategoria specifica di disturbo ansioso. Vuol dire che in un determinato momento in un periodo estremamente limitato stretto della propria vita che di solito poi dura circa una decina di minuti si presentano i peggiori sintomi che possono essere associati all'ansia e sono circa una dozzina. Si va dalla tachicardia la secchezza delle fauci problemi respiratori sensazioni di confusione paura di impazzire paura di morire tremori problemi gastrointestinali nausea e chi più ne ha più ne metta. E caratterizzano un disturbo specifico d'ansia quindi non sono esattamente la stessa cosa possiamo dire che appartengono alla stessa categoria ma nel primo caso dell’ansia funzionale è un qualcosa di utile è un qualcosa di prezioso che dobbiamo tenere nella nostra vita, nel secondo caso i disturbi appunto da attacco di panico fanno parte di quella sottocategoria degenerativa dell’ansia stessa. Quindi non sono assolutamente la stessa cosa sono due cose completamente diverse, nel primo caso diciamo non serve nulla da fare se non riuscire a padroneggiare, diventare progressivamente più confidenti e capaci di gestire alcuni livelli ansiosi che però poi sono funzionali ad esempio alla nostra vita nel secondo caso invece per quanto riguarda gli attacchi di panico è bene intraprendere una psicoterapia. Questo per due motivi: uno perché gli attacchi di panico risultano essere spesso invalidanti nel senso che proprio come definisce il termine stesso attacco di panico non sono per definizione controllabili. L'attacco di panico tra l'altro a un'etimologia interessante nel senso che riferito antico mito greco per cui c'era pan questo questo come dire mezzo uomo mezzo cavallo che andava ad attaccare le ninfe nel bosco e quindi generava una sorta di reazione pietrificante nei confronti appunto della donzella di turno generando questa sensazione di terrore da qui poi c'è appunto l'origine del concetto di attacco di panico. Che però come dicevo richiede (al di là del dell'ex cursus) un intervento anche relativamente rapido poiché essendo come dicevo una patologia una difficoltà invalidante risulta essere anche qualcosa che si cronicizza alla svelta. Non perché la persona poi continua ad avere necessariamente degli attacchi di panico, ma in atto tutta una serie di strategie tramite le quali rimodula la propria vita. Che sono tendenzialmente 2 o l'evitamento cioè quindi evitare tutte quelle situazioni che possono suscitare in me una certo tipo di preoccupazione o che so che possono generare un attacco di panico e quindi riducono i margini, i gradi di libertà della mia vita, ho posso mettere in atto anche quel processo anticipatore che viene chiamato paura della paura perché poiché non sviluppo vero e proprio attacco di panico nuovamente ma vivo continuamente in allerta di poterne avere e questo ovviamente abbassa in maniera drastica e categorica la qualità di vita della persona. Per questo dico che nel primo caso quindi nel momento in cui si percepisce ansia si può sicuramente lavorare nel momento in cui ci si rende conto che si ha una mala gestione nel riuscire a modularla nel riuscire a gestire nel riuscire a padroneggiarla, ma nel momento in cui questa sfocia in una sua sottocategoria patologica come sono gli attacchi di panico allora lì è necessario l'intervento di uno psicoterapeuta. Però non sono come ho detto la medesima cosa sono due cose ben distinte una è sana l'altra è inevitabilmente patologica.r&quot;}" data-sheets-userformat="{&quot;2&quot;:769,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:0},&quot;11&quot;:4,&quot;12&quot;:0}">È evidente che ansia e attacchi di panico non sono assolutamente la stessa cosa: nel primo caso non serve fare nulla se non riuscire a <strong>padroneggiarla</strong>, diventare progressivamente più confidenti e capaci di gestire alcuni livelli ansiosi che però sono funzionali alla nostra vita, nel secondo caso invece è bene intraprendere una <strong>psicoterapia</strong> poichè gli attacchi di panico risultano essere spesso invalidanti e sono, per definizione, non controllabili. Un altro motivo per cui vale la pena di valutare una psicoterapia a seguito di attacchi di panico è che questo disturbo ansioso si cronicizza alla svelta, portando chi ne soffre a mettere in atto una serie di strategie con cui rimodulare la propria vita rendendola, di fatto, più complicata e difficilmente piacevole. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Per riassumere, l&#8217;ansia e gli attacchi di panico NON sono la stessa cosa: una è sana gli altri inevitabilmente patologici. </span></p>
<div style="margin-top:150px;border:1px solid #333;padding:10px">
<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-416" src="https://matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2020/01/matteoradavelli-badge-150x150.png" alt="Psicologo Como" width="100" height="100" />Dr. Matteo Radavelli &#8211; Psicoterapeuta e Psicologo Como<br />
Via Dante Alighieri 95, 22100 Como CO<br />
+393479177302<br />
info@matteoradavelli.it</p>
<p></p>
<p>Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo ad orientamento sistemico relazionale, ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.<br />
<br />
Opero come psicologo a <a href="https://matteoradavelli.it/sede/como/">Como</a> e provincia (Cantù) oltre che in provincia di Lecco e Monza Brianza
</div>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/ansia-vs-attacchi-di-panico/">Ansia VS attacchi di panico</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attacchi di panico notturno</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-notturni-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2021 10:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1565</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attacchi di Panico Notturno: Cause, Sintomi e Soluzioni Gli attacchi di panico notturno sono una delle esperienze più sconvolgenti che una persona possa vivere. Si manifestano improvvisamente, nel cuore della notte, interrompendo il sonno con una forte sensazione di paura, tachicardia e mancanza d’aria. Chi ne soffre spesso descrive il momento come un risveglio improvviso [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-notturni-2/">Attacchi di panico notturno</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2>Attacchi di Panico Notturno: Cause, Sintomi e Soluzioni</h2>
<p data-pm-slice="1 1 []">Gli <strong><a href="https://matteoradavelli.it/ansia/quali-differenze-ci-sono-tra-ansia-e-attacchi-di-panico/">attacchi di panico</a> notturno</strong> sono una delle esperienze più sconvolgenti che una persona possa vivere. Si manifestano improvvisamente, nel cuore della notte, interrompendo il sonno con una <strong>forte sensazione di paura, tachicardia e mancanza d’aria</strong>. Chi ne soffre spesso descrive il momento come un risveglio improvviso “senza fiato”, con la mente confusa e il corpo in allarme. È un episodio che lascia un segno profondo e che, col tempo, può far nascere la paura stessa di addormentarsi.</p>
<p>Nella <strong>maggior parte dei casi</strong>, questi attacchi sono collegati a un <strong>disturbo di panico</strong> o a periodi di forte <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/quali-differenze-ci-sono-tra-ansia-e-attacchi-di-panico/"><strong>stress e ansia</strong></a>. Ma la buona notizia è che si possono affrontare e ridurre con i giusti strumenti terapeutici e qualche accorgimento nella vita quotidiana.</p>
<h2>Cosa sono gli attacchi di panico notturno</h2>
<p>Un <strong>attacco di panico notturno</strong> è un episodio di intensa paura che insorge <strong>durante il sonno</strong>, spesso senza un motivo evidente. Il soggetto si sveglia di colpo con il cuore che batte forte, il respiro corto e la sensazione di essere in pericolo. Nonostante non ci sia una minaccia reale, il corpo reagisce come se dovesse difendersi da un pericolo imminente.</p>
<p>Dal punto di vista clinico, gli attacchi notturni rientrano nel <strong>disturbo di panico</strong>, caratterizzato da <strong>crisi improvvise e ricorrenti</strong> di ansia acuta. Ma ciò che li rende così angoscianti è il fatto che avvengano <strong>durante il sonno profondo</strong>, quando la vigilanza è minima e la mente è più vulnerabile.</p>
<p>È importante distinguere questi episodi dal <strong>pavor nocturnus</strong> (tipico dell’infanzia) o da problemi fisiologici come l’<strong>apnea notturna</strong>: mentre in questi casi la causa è fisica o neurologica, nel panico notturno l’origine è prevalentemente <strong>psicologica e legata a stati d’ansia</strong>.</p>
<h2>Sintomi degli attacchi di panico notturno</h2>
<p>I sintomi possono essere intensi e spaventosi, tanto da far credere di stare avendo un <strong>infarto</strong>. Tra i più comuni troviamo:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Tachicardia</strong> e palpitazioni improvvise</li>
<li><strong>Sensazione di soffocamento</strong> o difficoltà a respirare</li>
<li><strong>Dolore o oppressione al petto</strong></li>
<li><strong>Sudorazione</strong>, brividi o vampate di calore</li>
<li><strong>Vertigini</strong>, tremori, sensazione di svenimento</li>
<li><strong>Paura intensa</strong> di morire o di perdere il controllo</li>
<li><strong>Sensazione di irrealtà</strong>, come se tutto fosse lontano o confuso</li>
</ul>
<p>Dopo la crisi, molte persone restano <strong>in uno stato di allerta</strong>, con la mente agitata e il corpo stremato. Tornare a dormire può risultare difficile, e nel tempo può comparire <strong>insonnia o ansia anticipatoria</strong>, ovvero la paura che l’attacco possa tornare.</p>
<p>In sintesi: un <strong>attacco di panico notturno</strong> dura pochi minuti, ma può sembrare interminabile e lascia un senso di vulnerabilità che si prolunga anche nei giorni successivi.</p>
<h2>Perché arrivano gli attacchi di panico di notte</h2>
<p>Non esiste una sola causa, ma un insieme di fattori che contribuiscono a creare terreno fertile per questi episodi. Possiamo distinguerli in tre categorie principali:</p>
<h3>Fattori psicologici</h3>
<p>Spesso gli attacchi di panico notturni sono collegati a <strong>stress accumulato</strong>, preoccupazioni costanti o <strong>emozioni represse</strong> che emergono durante il sonno. In molti casi, la notte rappresenta il momento in cui la mente, priva delle distrazioni della giornata, lascia spazio a ciò che durante il giorno viene tenuto sotto controllo.</p>
<h3>Fattori biologici</h3>
<p>Alcune <strong>alterazioni del ritmo circadiano</strong>, la <strong>mancanza di sonno</strong> o disturbi come l’<strong>apnea notturna</strong> possono innescare una risposta di panico. Anche una predisposizione genetica o un <strong>squilibrio nei neurotrasmettitori</strong> può aumentare la probabilità di crisi di panico durante la notte.</p>
<h3>Fattori legati allo stile di vita</h3>
<p>Il consumo eccessivo di <strong>caffeina, alcol o nicotina</strong>, insieme a un ritmo di vita frenetico e a <strong>poche ore di riposo</strong>, può rendere più probabile la comparsa di questi episodi. Anche l’<strong>evitamento di situazioni stressanti</strong> può contribuire: quando il corpo finalmente si rilassa, l’ansia accumulata trova uno spazio per manifestarsi.</p>
<p>In breve: il panico notturno è il risultato di un equilibrio che si spezza, tra tensione psicologica e bisogno di riposo.</p>
<h2>Come affrontare gli attacchi di panico notturno</h2>
<h3>La terapia psicologica</h3>
<p>La <strong>terapia cognitivo-comportamentale (TCC)</strong> è uno dei trattamenti più efficaci per gestire e superare gli attacchi di panico. Aiuta la persona a:</p>
<ul data-spread="false">
<li>riconoscere i <strong>pensieri catastrofici</strong> che alimentano l’ansia,</li>
<li>imparare tecniche di <strong>respirazione e rilassamento</strong>,</li>
<li>affrontare gradualmente le paure, fino a ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi.</li>
</ul>
<p>Nella mia esperienza clinica, il percorso terapeutico consente di recuperare <strong>il controllo e la fiducia</strong> nel proprio corpo, trasformando il momento del sonno da fonte di paura a occasione di riposo e rigenerazione.</p>
<h3>Tecniche di rilassamento</h3>
<p>Strumenti come il <strong>training autogeno</strong>, la <strong>mindfulness</strong> o semplici esercizi di respirazione profonda aiutano a calmare la mente e il corpo. Praticarli <strong>prima di dormire</strong> può prevenire la comparsa delle crisi.</p>
<h3>Farmaci: quando servono</h3>
<p>In alcuni casi, lo psichiatra può consigliare un supporto farmacologico temporaneo con <strong>ansiolitici o antidepressivi</strong>, ma sempre all’interno di un percorso psicoterapeutico e con la dovuta cautela.</p>
<h2>Come prevenire il panico notturno</h2>
<p>Piccole attenzioni quotidiane possono fare una grande differenza:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Mantieni <strong>una routine del sonno regolare</strong>, andando a letto e svegliandoti a orari simili.</li>
<li>Riduci <strong>caffeina, alcol e nicotina</strong> nelle ore serali.</li>
<li>Evita schermi luminosi e notizie stressanti prima di dormire.</li>
<li>Pratica attività fisica moderata e regolare.</li>
<li>Crea un ambiente tranquillo, con <strong>luce soffusa e temperatura confortevole</strong>.</li>
</ul>
<p>In sintesi: la cura dell’equilibrio quotidiano è la prima forma di prevenzione contro gli <strong>attacchi di panico notturni</strong>.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Gli <strong>attacchi di panico notturno</strong> possono essere spaventosi, ma non sono un destino inevitabile. Con il giusto sostegno psicologico e qualche cambiamento nello stile di vita, è possibile tornare a dormire serenamente. Affrontare la paura è il primo passo per riprendere in mano la propria vita.</p>
<p><strong>Se ti riconosci in questa situazione, puoi contattarmi per parlarne insieme.</strong> Comprendere cosa accade durante la notte è il punto di partenza per ritrovare calma, sicurezza e fiducia nel sonno.</p>
<h2>Domande frequenti sugli attacchi di panico notturno</h2>
<h3>Come riconoscere un attacco di panico notturno?</h3>
<p>Si manifesta con un risveglio improvviso accompagnato da <strong>tachicardia, difficoltà a respirare, sudorazione e una forte sensazione di paura</strong>. A differenza di un incubo, la persona è pienamente sveglia e percepisce il corpo in uno stato di allerta.</p>
<h3>Quanto dura un attacco di panico notturno?</h3>
<p>Generalmente <strong>tra i 5 e i 20 minuti</strong>, anche se la sensazione di paura può prolungarsi più a lungo. Dopo la crisi, può rimanere una forte agitazione e difficoltà a riaddormentarsi.</p>
<h3>Come calmarsi durante un attacco di panico notturno?</h3>
<p>È utile <strong>concentrarsi sul respiro</strong>, facendo inspirazioni lente e profonde, e ricordarsi che l’episodio non è pericoloso, anche se spaventoso. Tecniche come la <strong>respirazione diaframmatica</strong> o esercizi di <strong>grounding</strong> (riconnettersi al momento presente) possono aiutare a ridurre la paura.</p>
<h3>Cosa fare in caso di attacco di panico notturno?</h3>
<p>Se succede spesso, è importante <strong>consultare uno psicologo o psicoterapeuta</strong> per comprendere le cause. Nel momento della crisi, si può accendere una luce soffusa, alzarsi lentamente dal letto e dedicarsi a qualcosa di calmante (bere un sorso d’acqua, fare respiri profondi, ascoltare musica rilassante).</p>
<h3>Come superare gli attacchi di panico notturni?</h3>
<p>Attraverso un percorso di <strong>terapia cognitivo-comportamentale</strong>, tecniche di rilassamento e una migliore gestione dello stress quotidiano. Con il tempo, è possibile ridurre la frequenza delle crisi e ritrovare la serenità del sonno.</p>
<div style="margin-top: 150px; border: 1px solid #333; padding: 10px;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-416" src="https://matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2020/01/matteoradavelli-badge-150x150.png" alt="Psicologo Como" width="100" height="100" />Dr. Matteo Radavelli &#8211; Psicoterapeuta e Psicologo Como<br />
Via Dante Alighieri 95, 22100 Como CO<br />
+393479177302<br />
info@matteoradavelli.itPsicologo Psicoterapeuta Sessuologo ad orientamento sistemico relazionale, ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.<br />
<br />
Dirigo e coordino 7 studi di psicologia a <a href="https://matteoradavelli.it/sede/como/">Como</a> e in provincia di Lecco e di Monza Brianza</div>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-notturni-2/">Attacchi di panico notturno</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attacchi di panico: perché si manifestano anche senza preavviso</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-perche-si-manifestano-anche-senza-preavviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 07:14:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1341</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella grande maggioranza dei casi l&#8217;attacco di panico si manifesta senza un trigger, quindi una causa e un motivo, specifici ed evidenti. Nella manifestazione degli attacchi di panico si crea un po&#8217; la &#8220;teoria del vaso&#8221; per cui si è suscettibili per una determinata situazione o insieme di situazioni quindi l&#8217;ennesima goccia fa traboccare il [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-perche-si-manifestano-anche-senza-preavviso/">Attacchi di panico: perché si manifestano anche senza preavviso</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella grande maggioranza dei casi <strong>l&#8217;attacco di panico si manifesta senza un trigger</strong>, quindi una causa e un motivo, specifici ed evidenti. Nella manifestazione degli attacchi di panico si crea un po&#8217; la &#8220;teoria del vaso&#8221; per cui si è suscettibili per una determinata situazione o insieme di situazioni quindi l&#8217;ennesima goccia fa traboccare il vaso.</p>
<p>L&#8217;attacco di panico <strong>è un vero e proprio terribile attacco</strong> che si manifesta con determinati sintomi tra cui per esempio la tachicardia, il fiato corto, la sensazione di morire o avere un infarto, nausea e giramenti di testa ma <strong>senza una causa scatenante specifica</strong> davanti agli occhi.</p>
<p>Diversa la situazione in cui <strong>agendo anticipazione ed evitamento</strong> si decide invece di esporsi al trigger che, attraverso queste due strategie, si tiene lontani: in tal caso è evidente la causa scatenante a cui ci si espone e qualora si abbia l&#8217;attacco di panico si è consapevoli della causa che lo ha scatenato. Diversamente invece dagli <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-notturni-2/">attacchi di panico notturni, molto comuni e molto invalidanti</a>, che compaiono senza un apparente motivo.</p>
<div style="margin-top:150px;border:1px solid #333;padding:10px">
<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-416" src="https://matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2020/01/matteoradavelli-badge-150x150.png" alt="Psicologo Como" width="100" height="100" />Dr. Matteo Radavelli &#8211; Psicoterapeuta e Psicologo Como<br />
Via Dante Alighieri 95, 22100 Como CO<br />
+393479177302<br />
info@matteoradavelli.it</p>
<p></p>
<p>Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo ad orientamento sistemico relazionale, ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.<br />
<br />
Opero come psicologo sessuologo a <a href="https://matteoradavelli.it/sede/como/">Como</a> e provincia (Cantù) oltre che in provincia di Lecco e Monza Brianza
</div>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-perche-si-manifestano-anche-senza-preavviso/">Attacchi di panico: perché si manifestano anche senza preavviso</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa fare se mi viene un&#8217;attacco di panico in presenza di altre persone?</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/cosa-fare-se-mi-viene-unattacco-di-panico-in-presenza-di-altre-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 07:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1338</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;avere un attacco di panico in mezzo ad altre persone è una delle paure più frequenti e fa parte del processi di anticipazione o evitamento. I must have delle persone che soffrono di attacchi di panico sono, per esempio, piazze, luoghi affollati e supermercati, qualora infatti queste persone abbiano avuto il loro primo attacco di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/cosa-fare-se-mi-viene-unattacco-di-panico-in-presenza-di-altre-persone/">Cosa fare se mi viene un&#8217;attacco di panico in presenza di altre persone?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avere un attacco di panico in mezzo ad altre persone <strong>è una delle paure più frequenti</strong> e fa parte del processi di anticipazione o evitamento. I must have delle persone che soffrono di attacchi di panico sono, per esempio, piazze, luoghi affollati e supermercati, qualora infatti queste persone abbiano avuto il loro primo attacco di panico in luoghi simili metteranno in atto, tendenzialmente, l&#8217;anticipazione o l&#8217;evitamento oppure frequentano questi luoghi grazie alla &#8220;stampella&#8221; (persona o oggetto) di supporto.</p>
<p>L&#8217;aspetto essenziale dell&#8217;avere un attacco di panico in pubblico è il <strong>potersi allontanare per poterlo vivere da soli</strong> in autonomia, in una condizione di auto ricovero in un ambiente protetto.  L&#8217;aspetto che fa spesso allontanare chi soffre di attacco di panico dal pubblico è la sensazione per cui &#8220;la gente non mi capisce&#8221;, &#8220;la gente non sa soccorrermi per come io ho bisogno&#8221;, &#8221; la gente mi deride&#8221;, &#8220;mi prende per pazza\o&#8221; quindi la conseguente <strong>paura di perdere la faccia oltre alla salute. </strong></p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/cosa-fare-se-mi-viene-unattacco-di-panico-in-presenza-di-altre-persone/">Cosa fare se mi viene un&#8217;attacco di panico in presenza di altre persone?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come comportarsi con qualcuno che sta avendo un attacco di panico?</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/come-comportarsi-con-qualcuno-che-sta-avendo-un-attacco-di-panico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 08:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1333</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si è vicini ad una persona che sta avendo un attacco di panico non è assolutamente facile comprendere cosa sia meglio fare o non fare. Innanzitutto è bene stare vicini a questa persona consapevoli del fatto che non è assolutamente detto che chi sta soffrendo voglia avere qualcuno vicino. Infatti è altrettanto probabile che [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/come-comportarsi-con-qualcuno-che-sta-avendo-un-attacco-di-panico/">Come comportarsi con qualcuno che sta avendo un attacco di panico?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si è vicini ad una persona che sta avendo un attacco di panico<strong> non è assolutamente facile comprendere cosa sia meglio fare</strong> o non fare. Innanzitutto è bene stare vicini a questa persona consapevoli del fatto che non è assolutamente detto che chi sta soffrendo voglia avere qualcuno vicino. Infatti è altrettanto probabile che chi sta avendo un attacco di panico voglia <strong>stare soloa</strong> quindi può mandarti via come è altrettanto possibile che <strong>si aggrappi a te. </strong></p>
<p>Durante questi momenti non è assolutamente necessario stringere la persona, spesso è controproducente tuttavia è bene <strong>parlarle e tentare di respirare con lei</strong> provando a rallentare il battito cardiaco. Può essere utile ricordare che passerà a breve e che non avrà conseguenze fisiche. Tuttavia aldilà di questi <strong>banali consigli</strong>, la parte essenziale è ciò che gli si può consigliare di fare dopo.</p>
<p>Coluilei che sta vicino ad una persona che soffre di attacchi di panico <strong>deve necessariamente ricordare che deve prendersi cura di se stessoa </strong>per come luilei lo ritengono opportuno. E&#8217; necessario ricordare che chi soffre di attacchi di panico <strong>deve cercare e prendere la propria via per stare bene</strong> che può essere sia la psicoterapia come <a href="https://matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/psicoterapia-o-psicofarmaci/">assumere esclusivamente farmaci</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/come-comportarsi-con-qualcuno-che-sta-avendo-un-attacco-di-panico/">Come comportarsi con qualcuno che sta avendo un attacco di panico?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attacchi di panico: quando rivolgersi allo psicologo?</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-quando-rivolgersi-allo-psicologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 10:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1329</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando rivolgersi ad uno psicologo? SUBITO! l&#8217;Essere umano è un essere pensante ed ha delle capacità enormi di adattamento alla realtà e alla nostra versione di realtà. Come per ogni altro tipo di disturbo e di disagio è importantissimo chiedere aiuto velocemente. Il principale motivo è l&#8217;adattamento del soggetto al sintomo e nel peggiore dei [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-quando-rivolgersi-allo-psicologo/">Attacchi di panico: quando rivolgersi allo psicologo?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando rivolgersi ad uno psicologo? SUBITO!</strong></p>
<p>l&#8217;Essere umano è un essere pensante ed ha delle <strong>capacità enormi di adattamento alla realtà</strong> e alla nostra versione di realtà. Come per ogni altro tipo di disturbo e di disagio è importantissimo chiedere aiuto velocemente. Il principale motivo è l&#8217;adattamento del soggetto al sintomo e nel peggiore dei casi il suo cronicizzarsi.</p>
<p>Per esempio se una persona ha un attacco di panico, si spaventa, magari va in ospedale in cui gli danno qualche goccia di tranquillante e consigliano, forse, di contattare uno psicologo. Quando la stessa persona a distanza di tempo avrà un secondo attacco di panico<strong> già sa cosa potrebbe succedere</strong>, sa che per esempio non morirà o non avrà un infarto, inizia a pensare che l&#8217;attacco di panico fa parte della sua vita quindi <strong>si adatta ad esso. </strong></p>
<p>In questo senso <strong>si inizia a mettere in atto evitamento e anticipazione</strong>, per esempio se il primo attacco di panico è avvenuto in autostrada la persona eviterà l&#8217;autostrada: evitiamo il problema per fare in modo che l&#8217;attacco di panico non si manifesti. Allo stesso modo non ci si espone al rischio, si anticipa la sensazione di ansia e panico che una data situazione sviluppa e<strong> la si tiene sotto controllo attraverso stratagemmi</strong> come avere con se ciò che tranquillizza come una persona o un oggetto.</p>
<p>Quindi, quando contattare uno psicologo al primo insorgere di un qualsiasi sintomo: subito!</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/attacchi-di-panico-quando-rivolgersi-allo-psicologo/">Attacchi di panico: quando rivolgersi allo psicologo?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come riconoscere e gestire gli attacchi di panico?</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/come-riconoscere-e-gestire-gli-attacchi-di-panico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 08:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1322</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riconoscere un attacco di panico è facilissimo: se una persona ha vissuto un attacco di panico lo sa, è tremendo, improvviso e bruttissimo da vivere, sa benissimo cosa si prova in quei 10 minuti di terrore. Tuttavia parlare di gestione di attacchi di panico è semanticamente molto sbagliato e crea dei tranelli e trabocchetti gravissimi: [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/come-riconoscere-e-gestire-gli-attacchi-di-panico/">Come riconoscere e gestire gli attacchi di panico?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riconoscere un <a href="https://matteoradavelli.it/ansia-o-attacco-di-panico-ecco-le-differenze/">attacco di panico</a> è facilissimo</strong>: se una persona ha vissuto un attacco di panico lo sa, è tremendo, improvviso e bruttissimo da vivere, sa benissimo cosa si prova in quei 10 minuti di terrore.</p>
<p>Tuttavia parlare di <strong>gestione di attacchi di panico è semanticamente molto sbagliato</strong> e crea dei tranelli e trabocchetti gravissimi: parlare di gestione di attacchi di panico significa non parlare di cura degli stessi. Quando vai da un terapeuta che deve lavorare con te per un sintomo<strong> è molto diverso lavorare in funzione della gestione e lavorare in funzione della cura. </strong></p>
<p><strong>E&#8217; semanticamente sbagliato pensare di gestire il panico</strong>, così come non si chiede al medico di gestire l&#8217;influenza ma di curarla. Puntare alla gestione del panico alimenta la sensazione di essere malati e la rende ancora più ancorata nella definizione che diamo di noi stessi. Gestire significa pensarsi e credersi rotti per sempre, considerare la propria vita come segnata dal panico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/come-riconoscere-e-gestire-gli-attacchi-di-panico/">Come riconoscere e gestire gli attacchi di panico?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli attacchi di panico sono il sintomo o la malattia?</title>
		<link>https://matteoradavelli.it/ansia/gli-attacchi-di-panico-sono-il-sintomo-o-la-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 08:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo di panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://matteoradavelli.it/?p=1318</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;attacco di panico ha origini antiche, deriva dalla mitologia e dal Dio Pan. Il Dio Pan era un essere metà uomo e metà capra che attaccava le ninfee nel bosco per possederle, quindi era abusante e cattivo. Le ninfee, conoscendo il dio Pan e le sue intenzioni, andavano nel panico, vivevano il &#8220;timor panico&#8221; da [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/gli-attacchi-di-panico-sono-il-sintomo-o-la-malattia/">Gli attacchi di panico sono il sintomo o la malattia?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://matteoradavelli.it/quali-differenze-ci-sono-tra-ansia-e-attacchi-di-panico/">L&#8217;attacco di panico</a> ha origini antiche, <strong>deriva dalla mitologia e dal Dio Pan</strong>. Il Dio Pan era un essere metà uomo e metà capra che attaccava le ninfee nel bosco per possederle, quindi era abusante e cattivo. Le ninfee, conoscendo il dio Pan e le sue intenzioni, andavano nel panico, <strong>vivevano il &#8220;timor panico&#8221;</strong> da cui nasce il termine e la definizione attuale.</p>
<p>Dal punto di vista diagnostico e terapeutico se è sintomo o se è malattia deve essere distinto. Nel manuale dei criteri diagnostici è malattia e patologia a se stante, quindi se si parla di criteri diagnostici è malattia. <strong>Dal punto di vista terapeutico distinguere tra sintomo e diagnosi non è utile</strong>: il soggetto non se ne fa nulla della pura diagnosi.</p>
<p><a href="https://matteoradavelli.it/ansia-o-attacco-di-panico-ecco-le-differenze/">Il panico</a> è sempre un sintomo e <strong>parte di un problema</strong>, infatti configurare un sintomo o una diagnosi non è mai semplice poiché sintomi ansiosi si possono configurare in moltissimi quadri complessi e poco inquadrabili.</p>
<p><strong>Le diagnosi sono sempre delle medie, le persone non sono delle medie. </strong>Avere una diagnosi a tratti è anche peggio di non averla, qualora infatti una persona scopre il nome della patologia che ha vissuto spesso va a leggere su Dr. Google quali sintomi caratterizzano la diagnosi stessa scoprendo che ce ne sono altri che non ha vissuto, l&#8217;esito? La persona si aspetterà di vivere anche i sintomi che finora non ha vissuto ma che ha letto in internet peggiorando drasticamente il quadro della situazione.</p>
<div style="margin-top:150px;border:1px solid #333;padding:10px">
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-416" src="https://matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2020/01/matteoradavelli-badge-150x150.png" alt="Psicologo Como" width="100" height="100" />Dr. Matteo Radavelli &#8211; Psicoterapeuta e Psicologo Como<br />
Via Dante Alighieri 95, 22100 Como CO<br />
+393479177302<br />
info@matteoradavelli.it</p>
<p></p>
<p>Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo ad orientamento sistemico relazionale, ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.<br />
<br />
Dirigo e coordino una equipe di psicologi a <a href="https://matteoradavelli.it/sede/como/">Como</a> e in provincia di Lecco e di Monza Brianza<br />

</div>
<p>The post <a href="https://matteoradavelli.it/ansia/gli-attacchi-di-panico-sono-il-sintomo-o-la-malattia/">Gli attacchi di panico sono il sintomo o la malattia?</a> appeared first on <a href="https://matteoradavelli.it">Matteo Radavelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
