+39 347 9177302

Ansia: come superarla distraendosi

Ansia: Distrarsi è davvero la soluzione?

Spesso mi viene chiesto se, quando ci si sente sopraffatti dall’ansia, distrarsi possa essere una strategia efficace per evitarne il peggioramento. Come psicologo e psicoterapeuta, ho avuto molte conversazioni su questo tema e voglio chiarire subito una cosa: distrarsi non è sempre la soluzione. È una domanda che emerge frequentemente nelle sessioni con i miei pazienti e, anche se la risposta potrebbe sembrare ovvia, la realtà è molto più complessa.

La distrazione: funziona davvero?

La prima cosa da capire è che distrarsi può funzionare in alcune circostanze, ma non è una soluzione universale. Se una persona riesce a distrarsi, probabilmente non si trova in uno stato di ansia particolarmente intenso. In altre parole, la distrazione può funzionare nei momenti di ansia leggera, dove il pensiero ansioso non ha ancora preso il controllo completo della mente e del corpo. In queste situazioni, spostare l’attenzione su qualcosa di diverso può essere utile per ridurre la sensazione di disagio.

Ma quando parliamo di ansia patologica, come nel caso degli attacchi di panico, distrarsi diventa estremamente difficile, se non impossibile. In questi momenti, l’ansia è così forte e radicata che qualunque tentativo di “portare la testa altrove” rischia di fallire. Durante un attacco di panico, i sintomi fisici sono troppo intensi per essere ignorati: battito accelerato, difficoltà respiratorie, una sensazione opprimente di pericolo imminente, e spesso la paura di perdere il controllo o di morire. In queste condizioni, distrarsi è praticamente inutile.

La metafora della martellata

Mi piace spesso usare una metafora per spiegare questo concetto ai miei pazienti. Immaginate una persona che, per non pensare al dolore che prova, decide di darsi un colpo sul dito con un martello. Certo, in quel momento il dolore si sposta sul dito, ma non sparisce; il problema principale non viene risolto, solo temporaneamente coperto. Allo stesso modo, distrarsi durante un attacco d’ansia non affronta la radice del problema: l’ansia rimane, e può tornare ancora più forte una volta che l’effetto della distrazione svanisce.

Ansia da prestazione: un esempio comune

Un contesto particolarmente emblematico è l’ansia da prestazione, specialmente in ambito sessuale. Molti pazienti mi riferiscono che, durante il rapporto, sentono di non riuscire a lasciarsi andare completamente. Anche se vorrebbero concentrarsi sul piacere e sull’esperienza, una parte della loro mente è sempre impegnata a controllare ciò che accade, con pensieri come: “Mi raccomando, che tutto funzioni bene, sto facendo abbastanza?”

In questi casi, la mente è divisa. Una parte è coinvolta nell’atto, ma l’altra parte è costantemente in allerta, preoccupata per la performance. Anche se l’ambiente circostante potrebbe essere perfetto per distrarsi e godere del momento, la testa è altrove, bloccata da una serie di pensieri ansiogeni che impediscono di vivere l’esperienza in modo autentico. Nonostante la situazione possa essere piacevole, l’ansia continua a fare da ostacolo.

La difficoltà di distrarsi davvero

Molti di noi vorrebbero che la soluzione fosse semplice, e lo capisco bene. Se bastasse distrarsi per far scomparire l’ansia, il problema sarebbe risolto. Ma la realtà è che, nelle forme più intense di ansia, la distrazione non è la risposta che speriamo. Quando l’ansia è radicata, distrarsi diventa quasi impossibile perché la mente è talmente impegnata a monitorare e controllare ogni sensazione interna che non riesce a staccarsi dal problema.

La questione non è tanto la distrazione, ma piuttosto il bisogno di affrontare e comprendere le cause sottostanti dell’ansia. Solo lavorando su queste radici – attraverso la psicoterapia, l’esplorazione delle nostre emozioni negative, e tecniche di gestione dell’ansia – possiamo trovare un vero sollievo.

Come affrontare l’ansia in modo efficace

Quindi, cosa funziona realmente? In molte situazioni, può essere utile abbracciare l’ansia invece di cercare di evitarla. Tecniche come il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo e la mindfulness possono essere strumenti preziosi per ridurre i sintomi fisici dell’ansia e riportare la mente in uno stato più calmo. Invece di cercare di allontanare l’ansia con la distrazione, imparare a gestirla in modo diretto è spesso la strada più efficace.

La scelta della terapia è fondamentale. Un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale può aiutare a modificare i pensieri disfunzionali e ridurre l’impatto dell’ansia nelle nostre vite. La cosa più importante è riconoscere che l’ansia, soprattutto quando è intensa, non può essere semplicemente evitata o “distratta via”. Richiede un approccio consapevole, mirato, e a lungo termine.

In conclusione, se vi trovate a soffrire di disturbi d’ansia o attacchi di panico, non fatevi ingannare dalla promessa di soluzioni rapide. Si può guarire dall’ansia e dall’attacco di panico ma, mentre li si prova, è quasi impossibile potersi distrarre. Distrarsi può aiutare in alcune situazioni, ma per affrontare davvero l’ansia, è necessario un lavoro profondo e mirato. E ricordate, con il giusto supporto, si può vivere una vita serena e soddisfacente, anche con l’ansia.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.