Si dice che la tempesta perfetta sia fatta da quella relazione composta dal dipendente affettivo e dal narcisista. Nel momento in cui il narcisista e il dipendente affettivo si incontrano scoppia la tempesta perché c’è l’esaltazione delle patologie di entrambi, come se l’uno concorresse alla patologia dell’altro. Il narcisista vessa e maltratta il dipendente affettivo dopo averlo bombardato d’amore, il dipendente affettivo ammira il Dio narcisista, che trova il suo pubblico preferito, rendendo il dipendente affettivo schiavo. Le due patologie si potenziano vicendevolmente.

E’ pieno di stanze di terapia in cui almeno uno di questi due protagonisti vuole cambiare, nell’idea di smettere alcuni comportamenti che, sul lungo periodo, ritiene e avverte deleteri. Di questo aspetto se ne rendono conto molto più facilmente i dipendenti affettivi, meno i narcisisti. Quali però le probabilità che i vincoli vengano trasformati in risorse? 

Il narcisista non sempre si accorge di esserlo e quando si accorge della patologia spesso è tardi, il narcisista inoltre è poco orientato alla sfera emotiva che non sia la propria. Il dipendente affettivo e la sua patologia invece concorrono all’evoluzione potenzialmente positiva del dipendente affettivo stesso perché velocemente conscio delle sue difficoltà, delle quali se ne attribuisce le responsabilità. Quest’ultima, la consapevolezza del problema e la volontà di cambiare, è uno degli aspetti principali del cambiamento in psicoterapia, in questa direzione il dipendente affettivo ha molte più risorse e sono molto più disponibili del narcisista.

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